I FOLKABBESTIA OGGI SONO:
Suona con loro dal vivo: Giorgio DistantE (tromba)
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Sono parecchie le curiosità e le esperienze da ricordare quando si parla dei Folkabbestia: dal Festival Interceltico di Lorient, in Francia, alla partecipazione al mega concerto di Ligabue al “CAMPOVOLO” di Reggio Emilia, passando per la scelta operata dalla tv britannica BBC che li ha voluti come rappresentanti della musica italiana fino alla partecipazione al primo Festival della musica di Mantova. Ma non finisce qui, la registrazione del record nel Guinness dei Primati per l'esecuzione musicale più lunga di uno stesso brano (30 ore ininterrotte di Stayla Lollo Manna), Arezzo Wave, Santarcangelo dei Teatri, Raduno di Caterpillar, i concerti ed i passaggi alla Rai (radio e tv), i tour in Germania, Bretagna e Bosnia e il riconoscimento del “Premio Carosone” per l'interpretazione di “Tre numeri al lotto” sono solo altri esempi delle belle mete raggiunte dal gruppo.
Ma se avete pazienza e voglia di sapere tutto (o quasi) dei Folkabbestia mettetevi comodi e leggete quanto segue, la storia comincia così…
l'origine della specie (1994-2000)
Le radici dei Folkabbestia risalgono al 1994, anno in cui vi fu la fusione artistica e cerebrale (nel senso che già da allora avevano la zucca fusa) di sei frikkettoni baresi pericolosamente intenzionati a suonare e sudare al ritmo della musica popolare italiana e del folk irlandese, al ritmo del punk, dello ska e della musica balcanica, al ritmo del... ok, ok, avete capito il concetto. I figuri Lorenzo Mannarini, Francesco Fiore ed Osvaldo Laviosa, che già da tempo suonavano insieme nei Mc&O', si unirono al losco Nicola De Liso, allora batterista del mitico Gruppo Sanguigno (in cui militava anche un certo Pino Porsia), ed insieme formarono un gruppo che prese il nome di FOLKWAYS. L'intento era quello di fare, facile immaginarlo, folk irlandese, in special modo cover dei POGUES. Ma a poco a poco il progetto si trasformò, divenne più grande, più ambizioso. Il gruppo iniziò a scrivere canzoni proprie e la sua musica si arricchì di nuove sonorità, grazie anche all'arrivo del sig. Umberto de Palma, cultore della musica popolare italiana del sud e di un certo Antongiulio Galeandro, fisarmonicista e pifferaio magico innamorato della musica balcanica. Come un bruco che diventa farfalla, solo che in questo caso i soggetti erano molto più brutti, i Folkways stavano trasformandosi in Folkabbestia, con la seguente formazione:
Umberto De Palma: tammorre, bodhran, voce; Lorenzo Mannarini: chitarra, voce; Antongiulio Galeandro: fisarmonica e flauto; Osvaldo Laviosa: violino, illustre poeta barese (suo il testo de "U frikkettone"); Francesco Fiore: basso; Nicola De Liso: batteria
E comincia così il loro viaggio alla scoperta delle vie del folk.
Nel 1995 iniziano ad esibirsi in Puglia, anche in alcuni festival buskers (Ferrara, Certaldo ecc. ecc.). I loro concerti risultano molto divertenti e questo entusiasma i componenti e li spinge a far le cose in modo più serio...
Il '96 segna la svolta del gruppo che a partire da quest'anno prenderà ufficialmente il nome di "Folkabbestia". Partecipano ad “AREZZO WAVE” e alla “BIENNALE DEI GIOVANI ARTISTI DEL MEDITERRANEO” di Torino. Intanto però, prima di prendere parte a queste manifestazioni, giusto per fare un minimo di buona impressione, registrano anche un demo contenente 8 brani (vedi discografia). Fu quella registrazione a farli selezionare per il celebre festival aretino. Nell'agosto 96 partecipano al “FESTIVAL INTERCELTIQUE DE LORIENT” - Bretagna dopo aver passato una selezione al “FOLKERMESSE” di Alessandria. Al festival i Folkabbestia tengono tre concerti di cui uno al Port de Peche, posto in cui hanno smerciato una quantità incredibile di demo tape (il cd non era ancora così diffuso...). Conquistano ivi folle oceaniche con le loro tarantelle punk e, nei soundcheck, si lanciano in canti autoctoni...
Le cose iniziavano a girar bene, ma si sa, il successo a volte da' alla testa altre volte stanca, logora... viaggia di qua... vai di là, etc. etc., così alcuni folkamembri, in preda al troppo stress derivante dai successi (e dagli eccessi) tipici della "rockstar on the road", decidono di seguire altre strade. E' il caso di Umberto, che in futuro farà tante altre cose interessanti (per esempio www.cupacupa.it, bellissimo portale musicale made in Bari), e di Osvaldo che alla luce del palcoscenico preferirà la romantica oscurità della strada...
Inizia così una nuova avventura in compagnia di Fabio Losito (a repetiscion!) al violino e di Cesare Dell'Anna, trombettista proveniente dal circuito jazz. Da segnalare nell'equipe bestiale anche Luca Basso, che già da tempo (primavera dell'anno precedente) scrive alcuni testi delle canzoni dei folkabbestia.
Al festival di Lorient seguirà un tour l'anno successivo (1997) proprio in Bretagna. Qui suoneranno per le feste di paese (oggi ricordate dagli storici del tempo come "le abbuffate di vongole e cozze") svolte in posti realmente sperduti o per la squadra di calcio del paesino di Borgo Vattelappesca con cene e pranzi goliardici... Ma non mancano i festival, come quello di KLEGEREG, meta di Bretoni separatisti, famiglie di bravi lavoratori e bands realmente famose in Francia. Il ballo è l'attività principale della gente che ama la compagnia, quindi i Folkabbestia suonano in diverse Fest Noz tipiche feste Bretoni dove la gente si muove con passi di danza collaudati e impegnativi, tramandati da diverse generazioni.
Anche in Italia il pubblico è sempre più caldo...
"Si, va bene l'attività live, ma se una sera ho la febbre come faccio a sentire i Folkabbestia?" La risposta a questa angosciosa domanda arriva nel '98 con l'uscita del primo disco "Breve saggio filosofico sul senso della vita", autoprodotto. Il disco ha un successo più che discreto, le bbestie riversano in studio tutta l'energia e l'allegria dei loro concerti (e non è cosa da poco), le critiche sono tutte a loro favore, invitano tutti ad aprire a questi sei coloratissimi pugliesi.
L'idea di pubblicare un secondo album non è un'utopia, anzi... Ma non andiamo così di corsa, prima rivediamo un po' la formazione, cosa stava succedendo dopo l'uscita del breve saggio filosofico?
Antongiulio, stremato dai ritmi del gruppo decide di ritirarsi a vita migliore e Cesaruzzo, stanco di fare avanti e indietro da Surbo (LE) a Bari decide di smettere di fare il pendolare ed insieme ad Antongiulio danno vita ad un nuovo progetto musicale: gli Opa Cupa.
Così entrano Michele Sansone (un giovane rasta altrimenti noto col nome di "gighi" proveniente dagli Ziganamama, formazione Klezmer, precedentemente Michele suonava reggae nella Cipolla's Band) alla fisarmonica e Pino Porsia ai flauti. Entrambi si integrano benissimo (pure troppo) con lo spirito del gruppo (e non solo quello, ahem... Pino, comunque aveva già suonato il piffero in alcuni brani del primo disco ed era inoltre un membro virile dei Mc&O'), prendono e danno energia in continuazione. Vederli scherzare sul palco, con sketch sempre improvvisati, è davvero divertente.
La formazione si stabilisce, di concerto in concerto l'affiatamento aumenta (ed il pubblico se ne accorge ed apprezza!) nascono nuove canzoni, i ragazzi trovano sempre più intesa, i fans aumentano, la stampa li segue con rinnovato interesse. Partecipano a tantissime compilations, tra cui "COMBAT FOLK FUORI DAL MUCCHIO vol.2" e "TAMBURI NELLA NOTTE", registrato dal vivo durante il celebre “FESTIVAL DI SANTARCANGELO DEI TEATRI”. Anche le interviste ed i passaggi radiofonici crescono costantemente, ed è proprio grazie ad un passaggio radiofonico che un giovane e talentuoso webmaster, nel settembre del '99, per omaggiare la sua donzella che li aveva "scoperti" prima di lui, creerà la prima, cruda (ma fatta con tanto amore) versione del sito... ma questa è una storia lunga, troppo lunga per raccontarla qui!
Dopo due anni (più o meno) di questa frenetica attività, i Folkabbestia approdano (nel 2000) all' uprlabel, etichetta discografica di Milano diretta da un romanista di nome Annibale Bartolozzi.
Il risultato di questo passaggio dall'autoproduzione ad una nuova casa discografica è un album, il secondo, dal divertente quanto difficile da ricordare titolo: "Se la rosa non si chiamerebbe rosa, Rita sarebbe il suo nome", distribuito dalla VENUS. Il disco è una conferma, ancora una volta, del talento dimostrato dai ragazzi sui palcoscenici di tutta Italia. La stampa lo accoglie con calore, i fans restano soddisfatti…
paleozotico (2000-2003)
Giugno 2001: adottati letteralmente da quei bontemponi di Caterpillar Radio 2 - Rai vengono prima invitati a suonare in studio e poi a partecipare al “CATERADUNO” sulla riviera romagnola... Occasione in cui i nostri, in diretta mondiale via satellite tennero una gloriosa esibizione.
E' di Settembre la prima tappa tedesca dei Folka (al festival “Kulturinsel Einsiedel” di Goerlitz - Dresda, un happening profondamente "frikkettone", modello Woodstock, in un bosco della ex Germania est, dove le gente camminava a piedi nudi nel fango, la pioggia infatti non ha mai cessato, e aveva un'aria decisamente fraterna. Un luogo di persone semplici e bonaccione...)
Il 2002 è davvero ricchissimo di impegni e di soddisfazioni. A Luglio partecipano al “MOSTAR INTERCULTURAL FESTIVAL ”, organizzato dall' Alternativni Institut di Mostar con il fine di riconciliare gli abitanti della città (bosniaci e croati) ancora divisi dalla fine della guerra dei balcani. Il concerto si tenne in un piccolo stadio (mai ultimato) nella striscia di terra chiamata "No man' s land" che divide la città in due, Croati da un lato e Bosniaci dall'altro. In autunno, a Novembre, suonano davanti a 20.000 persone a sostegno del “SOCIAL FORUM EUROPEO ” tenutosi a Firenze per "Un altro mondo è possibile"... da cui nacque la famosa frase " Un altro mondo è possibile, l'altro mondo è sicuro!"
Prima che l'anno finisca (ed anche un'altra volta in quello successivo) le bbestie torneranno in tour in Germania ed aggiungeranno nella loro discografia la raccolta (dei primi due album) "The meaning of life" uscita per il mercato europeo. Sempre in questo anno vede la luce il loro primo videoclip, "Stayla Lollo Manna"
Sarà per questa canzone che nel novembre 2003, dopo averla suonata per 30 ore all'auditorium Demetrio Stratos di Milano con l'aiuto di Simone Martorana, Pietro Santoro, Marco De Mitrio (che i folka ricordano con affetto), Daniele Contardo dei Modena City Ramblers e tanta gente che ha dato il proprio sostegno morale e materiale, entreranno nel “GUINNESS DEI PRIMATI”. Esperienza che si aggiunge ad un'altra importante tappa raggiunta solo pochi mesi prima quando la BBC INTERNATIONAL li ha scelti quali rappresentanti musicali del nostro paese in occasione della partita Italia-Galles. Alle esperienze "internazionali" del 2003 vanno aggiunte le tappe tenute in Svizzera ed in Austria (oltre al mitico cafè Zapata della ex Berlino est). Esce in quest'anno (2003) il terzo lp del gruppo (sempre per la UPR e distribuzione EDEL) intitolato semplicemente "Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice". Al termine dell'anno, Pino e Michele lasciano la band e subentra Pietro Santoro (la sua prima apparizione è alla 30 ore) di Ceglie Messapica alla fisarmonica.
grosso medioevo (2004-2005)
Nel marzo 2004 partecipano al primo “FESTIVAL DELLA MUSICA DI MANTOVA” (vestiti da carte napoletane, eh eh!!) come primi selezionati. Ed è proprio "In casa" che questa volta ottengono grandi soddisfazioni, soprattutto per il concerto a sostegno (promotore Fabio Losito) dei
lavoratori della FIAT SATA di Melfi (PZ), letteralmente "presi a bastonate" dalle forze dell'ordine per essersi un po' "incazzati" per le condizioni di lavoro scandalose.
Il 2 giugno continuano le partecipazioni impegnatecon un concerto nel quartiere Japigia (Bari), nell'ambito della campagna elettorale per le elezioni amministrative, ma nell'ottica della riqualificazione delle aree urbane “off”. Infatti la manifestazione si chiamava “Riprendiamoci la città”... Dal 24 giugno al 12 luglio 2004 il nuovo tour tedesco con la partecipazione all' “EUROFESTIVAL FOLK” di Ingelheim, un raduno di tutti i "travellers" tedeschi, gente che fa del viaggio la propria ragione di vita, "anche in questo caso gente che ti insegna che a casa hai lasciato un sacco di cose inutili..." (parole dei folka).
In attesa di esser chiamati a partecipare al “Festival di San Remo” o al “FestivalBar” (via, si scherza!) i Folkabbestia continuano l'attività concertistica in tutta la penisola (e non solo: a Gennaio ennesima puntata in terra germanica per il “FOLKHERBST FESTIVAL”)... Alcuni di questi concerti, registrati nel corso dell'estate, insieme a due inediti in studio (prodotti da Finaz della Bandabardò), sono diventati un album datato Febbraio 2005 ed intitolato "Pérche, 44 date in fila per tre col resto di due" (UPR, EDEL). Nel 2005 si unisce alla banda il barese Simone Martorana che con la sua chitarra elettrica e la sua voce porta una ventata di blues e di controcanti alla Beatles.
Il 30 marzo dello stesso anno a Brindisi i Folkabbestia si esibiscono con Otello Profazio in una memorabile performance di “Qua si campa d'aria” in occasione della “120 ORE PER UNA PUGLIA MIGLIORE” (concerto a sostegno della candidatura di Nichi Vendola per la presidenza della Regione Puglia).
Il 9 aprile a Bari in Piazza Prefettura si uniscono ai Radiodervish, Luca Morino, Daniele di Maglie e Suoni Mudù per festeggiare la vittoria del candidato Vendola. Il 6 maggio partecipano all' “ARIANO FOLKFESTIVAL” ad Ariano Irpino. Il 7 maggio 2005 suonano a sostegno di Amnesty International per la raccolta fondi sul tema "Mai più violenza sulle donne" organizzata dalla sezione di Molfetta di Amnesty. Il 10 settembre sono al mega concerto di Ligabue che si tiene al “CAMPOVOLO” di Reggio Emilia, suonando di fronte a 200 000 persone! L'11 novembre a Roma danno il loro contributo a "LARATRO FOLK FESTA'", festival di Folk rock organizzato dalla loro etichetta, l'UPR.
La loro verve e l'incredibile attitudine concertistica non si affievolisce mai, al contrario la gente risulta sempre più ammaliata dalle esibizioni degli "zozzoni baresi".
l'etA' dei fumi (2006)
Nel 2006 i nostri eroi realizzano “25 60 38, breve saggio sulla canzone italiana” (UPR, EDEL), un album che ripercorre la storia della canzone italiana, dagli anni 30 agli anni 80, proponendo al suono Folkabbestia quattordici vecchi successi, da “L'Avvelenata” di Guccini (che sarà trasmessa dai principali networks radiofonici, Rai, Radio Deejay ecc.) a “Pietre” di Gian Pieretti (sarà tratto un videoclip con la partecipazione di numerosi ospiti, Ricky Gianco, Linus, Don Andrea Gallo, Gad Lerner, Flavio Oreglio, Eugenio Finardi ecc. ecc.), da “Ma cos'è questa crisi” di De Angelis a “Tre briganti e tre somari di Modugno. Da segnalare i prestigiosi contributi musicali di Franco Battiato, Caparezza, Daniele Sepe e di Finaz ed Erriquez della Bandabardò e l'inaspettato e gradito ritorno di Antongiulio Galeandro, a volte le vie del folk si ricongiungono. Insomma un disco impedibile che segna una tappa importante nel processo di maturazione (si fa per dire) della banda barese.
Segue il solito “never ending tour” (come direbbe “zio” Bob Dylan) che li porta in giro per i campanili e le piazze del bel paese (si fa sempre per dire).
Ricordiamo alcune tappe: il 19 maggio suonano a Roma Presso il Villaggio Globale con gli Skatalites, il 3 agosto a Reggio Calabria partecipano al “FESTIVAL DELLO STRETTO”, il 17 agosto all' “HULA HOP FESTIVAL” di Gallipoli con Caparezza e i Punkreas. Il 18 settembre ricevono a Napoli il “PREMIO CAROSONE”, un graditissimo quanto inaspettato riconoscimento per la loro interpretazione di “Tre numeri al lotto”. Il 30 settembre sono a Giubiasco in Svizzera, il 6 ottobre a Roma all'Università "La Sapienza" per la Festa di Esterni.
le bbestie oggi (2007-2008)
Arriva il 2007 e mentre si continua a lavorare al prossimo disco non si fermano i concerti. Il 9 giugno i Folka sono a Roma per la Manifestazione anti-Bush con i Modena City Ramblers e i Gang. Il 2 agosto partecipano a San Severino Lucano al “POLLINO MUSIC FESTIVAl”. Il 14 settembre a Vicenza danno i loro sostegno a “NO DAL MOLIN” che protesta contro la costruzione della base USA. Il 10 dicembre atterrano a Belgrado per “LA MUSICA CHE UNISCE, VOCI E SUONI DALLA PUGLIA”.
Nel 2008 a gennaio il violinista Fabio Losito diventa assessore alla cultura della Provincia di Bari, avverando la profezia della loro recente canzone “Potere alla poesia!”.
Il 16 maggio sono Palermo per la Manifestazione “ADDIO PIZZO” e finalmente il 30 Maggio svelano a tutti “Il segreto della felicità” (UPR, EDEL), pubblicando il loro sesto album, quarto di inediti, che con tutta probabilità sarà destinato ad entrare nella lista dei più bei 10 album di folk-rock della storia! (nota del webmastro eh, eh.). Bando agli scherzi, il disco presenta il sestetto in splendida forma e quindici nuove canzoni che dimostrano quanto lavoro sia stato fatto e quanta esperienza i nostri amici abbiano accumulato in tutti questi anni. In concerto suona insieme ai Folka un talentuoso trombettista di Cisternino, Giorgio Distante, che porta ancora più forza al suono della band. La storia e il viaggio dei Folkabbestia continuano e se per caso vi imbattete in un furgone bianco di nome Orazio che sfreccia con l'autoradio a palla lungo le vie del folk, non potete sbagliarvi sono proprio loro, i FOLKABBESTIA, che stanno portando, festa e allegria da qualche parte. Seguiteli e andateli a vedere del vivo se ve li perdete non ve lo perdonereste mai!
(Biografia scritta a 6 zampe da: Davide "126", Bipo e il Lollomannna con la consulenza del prof. Luca Basso e l’intervento massiccio del “soviet bestiale”).




