25 60 38. BREVE SAGGIO SULLA CANZONE ITALIANA.
TRE NUMERI AL LOTTO
PIETRE
GIOVANNI TELEGRAFISTA
AMARA TERRA MIA
L'AVELENATA
TRE BRIGANTI E TRE SOMARI
CARLO MARTELLO (RITORNA DALLA BATTAGLIA...)
UFFA' UFFA'
VOGLIO VEDERTI DANZARE
MA COS'E' QUESTA CRISI
SIESTA
SERENATA
IL DISERTORE
AHI MARIA
Tre numeri al lotto
♫
(Fiorentini / Carosone)
25 60 38, 25 60 38, 25 60 38
ho giocato tre numeri al lotto 25 60 e 38
pensa un po’ che successo farà la canzone se il terno uscirà
ho giocato tre numeri al lotto 25 60 e 38
li ho giocati convinto perché li ho sognati tutti e tre
ho fatto un sogno tanto tanto bello
ero in un castello sotto il cielo blu
c’erano tanti tanti pappagalli
rossi verdi e gialli che dicevano cosi
giocali giocali giocali giocali
ho giocato tre numeri al lotto 25 60 e 38
li ho giocati convinto perché usciranno tutti e tre
questa mattina mi sono svegliato di soprassalto come un bebé
ho fatto un sogno simpatico e strano ora vi spiego perché
ho giocato tre numeri al lotto 25 60 e 38
pensa un po’ che successo farà la canzone se il terno uscirà
ho giocato tre numeri al lotto 25 60 e 38
li ho giocati convinto perché li ho sognati tutti e tre
ho fatto un sogno tanto tanto bello
ero in un castello sotto il cielo blu
c’erano tanti tanti pappagalli
rossi verdi e gialli che dicevano cosi
giocali giocali giocali giocali
ho giocato tre numeri al lotto 25 60 e 38
li ho giocati convinto perché usciranno tutti e tre
ho giocato tre numeri al lotto 25 60 e 38
li ho giocati convinto perché, 25 60 38, usciranno tutti e tre
PIETRE
♫
(Pieretti / Gianco)
Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.
Tu sei ricco e ti tirano le pietre
Non sei ricco e ti tirano le pietre
Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così finché vivrai Sarà così
Se lavori, ti tirano le pietre.
Non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai.
Tu sei bello e ti tirano le pietre.
Tu sei brutto e ti tirano le pietre.
E il giorno che vorrai difenderti vedrai
che tante pietre in faccia prenderai!
Sarà così finché vivrai Sarà così
GIOVANNI TELEGRAFISTA
♫
(Jannacci)
Piripiri... Piripiri...
Giovanni telegrafista e nulla più,
stazioncina povera c'erano più alberi e uccelli che persone
ma aveva il cuore urgente anche senza nessuna promozione
battendo, battendo su un tasto solo
Piripiri...
Elittico da buon telegrafista,
tagliando fiori, preposizioni
per accorciar parole, per essere più breve
nella necessità, nella necessità
Conobbe Alba, un Alba poco alba,
neppure mattiniera, anzi mulatta
che un giorno fuggi unico giorno in cui fu mattutina
per andare abitare città grande piena luci gioielli
Piripiri....
Ah, inutilità alfabeto morse in mano
Giovanni telegrafista
cercare cercare Alba ogni luogo provvisto telegrafo
Ah, quando invecchia cum est morosa urgenza
Giovanni telegrafista e nulla più... urgente
Piripiri...
Per le sue mani passo mondo, mondo che lo rese urgente,
crittografico, rapido, cifrato,
passò prezzo caffè, passò matrimonio Edoardo ottavo
oggi duca di Windsor,
passarono cavallette in Cina,
passò sensazione di una bomba volante,
passarono molte cose ma tra l'altro
passo notizia matrimonio Alba con altro.
Piripiri....
Giovanni telegrafista, quello dal cuore urgente,
non disse parola, solo le rondini nere
senza la minima intenzione simbolica
si fermarono sul singhiozzo telegrafico
Alba e' urgente
Piripiri... Piripiri...
AMARA TERRA MIA
♫
(Bonaccorti / Modugno)
Sole alla valle e sole alla collina
per le campagne non c'è più nessuno
Addio addio amore
io vado via
amara terra mia
amara e bella
Cieli infiniti e volti come pietra
mani incallite ormai senza speranza
Addio addio amore
io vado via
amara terra mia
amara e bella
Tra gli uliveti è nata già la luna
un bimbo piange, allatta un seno magro
Addio addio amore
io vado via
amara terra mia
amara e bella
l'aVVELENATA
♫
(Guccini)
Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni
Va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia,
chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato
Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante
mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d' un cantante
Giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo, e un cazzo in culo e accuse d'arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta
Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossia,
però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia
Io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso
Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, godo molto di più nell' ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare
Se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo
Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!
Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento
Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco!
Colleghi cantautori eletta schiera che si vende alla sera per un po' di milioni
voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni...
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!
Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo
stesso, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!
TRE BRIGANTI E TRE SOMARI
♫
(Garinei, Giovannini / Modugno)
Siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari sulla strada longa longa di Girgenti
"Si, ma se stasera, se incontriamo la corriera, uno balza sull'arcione, uno
acciuffa il postiglione, due sorvegliano di fuori, uno spoglia i viaggiatori e
ce ne andiam!"
Ma se siamo tre, tre somari e tre briganti solo tre...!
Ahi ahi ahi...
"E non ti preoccupare Dragonera, noi tre siamo, ma cosi mirabolabboli possiamo fare, siamo i padroni del Mondo!"
Siamo sempre tre, tre briganti e tre pistole, sulla strada da Girgenti a Monreale
"Si', ma c'e' il castello del Marchese di Mondello, uno passa dal portone, uno
salta dal bastione, uno uccide i servitori, due si pigliano i tesori e ce ne
andiam!"
Siamo sempre tre, tre somari e tre briganti, solo tre...
Ahi ahi ahi...
"E perché fai quella faccia accipigliata Dragonera, comandaci che noi contro
tutti possiamo andare, anche contro i Ciclopidi!"
Siamo sempre tre, tre briganti e tre somari sulla strada da Girgenti a Misilmeri
"Ma se tu proponi di piombare sui Borboni, uno gira l'avamposto, uno attacca il fronte opposto, uno sfodera il trombone e l'altro balza sul cannone, uno lega la vedetta, uno ammazza la staffetta, uno attacca gli artiglieri e li Prende prigionieri, uno piomba sull'alfiere e gli strappa le bandiere, uno intanto fa man bassa sopra i viveri e la cassa, uno impegna in un duello generale e colonnello, uno acciuffa con la mano il maggiore e il capitano, uno infilza col pugnale il sorgente e il caporale, ed intanto a poco a poco tutto quanto e' a ferro e fuoco, per i nemici non c'e' scampo quando c'e' Rinaldo in campo! Il Borbone se la squaglia, abbiam vinto la battaglia, viva o’ Rre!"
Siamo sempre tre, tre briganti e tre somari un, due, tre...
Ahi ahi ahi...
Carlo Martello (Ritorna dalla battaglia di Poitiers)
♫
(Villaggio / De André)
Re Carlo tornava dalla guerra
lo accoglie la sua terra cingendolo d'allor
Al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura del Sire vincitor
Il sangue del Principe e del Moro
arrossano il cimiero d'identico color
ma più che del corpo le ferite
da Carlo son sentite le bramosie d'amor
"Se ansia di gloria, sete d'onore
spegne la guerra al vincitore
non ti concede un momento per fare all'amore
Chi poi impone alla sposa soave
di castità la cintura ahimé è grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave"
Così si lamenta il re cristano
s'inchina intorno il grano, gli son corona i fior
Lo specchio di chiara fontanella
riflette fiero in sella dei Mori il vincitor
Quand'ecco nell'acqua si compone
mirabile visione il simbolo d'amor
nel folto di lunghe trecce bionde
il seno si confonde ignudo in pieno sol
"Mai non fu vista cosa più bella
mai io non colsi siffatta pulzella"
disse re Carlo scendendo veloce di sella
"Deh, cavaliere non v'accostate
già d'altri é gaudio quel che cercate
ad altra più facile fonte la sete calmate"
Sorpreso da un fare sì deciso
sentendosi deriso re Carlo s'arrestò
ma più dell'onor poté il digiuno
fremente l'elmo bruno il sire si levò
Codesta era l'arma sua segreta
da Carlo spesso usata in gran difficoltà
alla donna apparve un gran nasone
un volto da caprone, ma era Sua Maestà
"Se voi non foste il mio sovrano"
Carlo si sfila il pesante spadone
"non celerei il disio di fuggirvi lontano
Ma poiché siete il mio signore"
Carlo si toglie l'intero gabbione
"debbo concedermi spoglia ad ogni pudore"
Cavaliere lui era assai valente
ed anche in quel frangente d'onor si ricoprì
e giunto alla fin della tenzone
incerto sull'arcione tentò di risalir
Veloce lo arpiona la pulzella
repente una parcella presenta al suo signor
"Deh, proprio perchè voi siete il sire
fan cinquemila lire, è un prezzo di favor"
"E' mai possibile, porco d'un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane
Anche sul prezzo c'è poi da ridire
ben mi ricordo che pria di partire
v'eran tariffe inferiori alle tremila lire"
Ciò detto, agì da gran cialtrone
con balzo da leone in sella si lanciò
frustando il cavallo come un ciuco
tra i glicini e il sambuco il re si dileguò
Re Carlo tornava dalla guerra
l'accoglie la sua terra cingendolo d'allor
Al sol della calda primavera
lampeggia l'armatura del sire vincitor
UFFA' UFFA'
♫
(Bennato)
Uffà! Uffà! Ma che scocciatura!
Questa guerra non mi piace, non la voglio fare
non m'importa del petrolio, sarò un vile, un anormale
ma questa volta alle Crociate
non ci voglio, non ci voglio, non ci voglio andare!
Uffà! Uffà! Lanciate i vostri strali!
Dite pure quello che volete, per televisione, sui giornali
dite che son disertore, traditore, svergognato
ma questa volta alle Crociate
non ci voglio, non ci voglio, non ci voglio andare!
Uffà! Uffà! E fateli sfogare!
Nella sabbia e nel petrolio fateli sguazzare
Fanno i prezzi troppo alti, fanno quello che gli pare
ma questa volta alle Crociate
non ci voglio, non ci voglio, non ci voglio andare!
Uffà! Uffà! Quelli erano già strani!
Forse per eredità o per costituzione
ma con i miraggi del pese delle meraviglie li avete incattiviti
e allora adesso andate tutti a piedi
e non mi, e non mi, e non mi ricattate!
Perché non provate a sfruttare l'energia del sole?
Oppure provate a prendere l'energia del mare
o da dove diavolo vi pare, io mi dissocio dall'affare
ma questa volta alle Crociate
non ci voglio, non ci voglio, non ci voglio andare!
Uffà! Uffà! Meglio tutti al buio!
Meglio tutti al freddo e senza benzina nel motore
Si lo ammetto son dolori, non si scherza, son guai seri
ma andateci voi in Terra Santa
a scacciare, a scacciare, a scacciare i mori!
Uffà! Uffà! Ma che fregatura!
Prima o poi sarò coinvolto, ma almeno fatemi sputare
addosso a quelli che sono addetti alla preparazione
di questa maledetta
di questa maledetta
di questa stramaledetta terza guerra mondiale!
VOGLIO VEDERTI DANZARE
♫
(Battiato)
Voglio vederti danzare
come le zingare del deserto
con candelabri in testa
o come le balinesi nei giorni di festa
Voglio vederti danzare
come i derviches tourneurs
che girano sulle spine dorsali
o al suono di cavigliere del Katakali
E gira tutto intorno la stanza
mentre si danza, danza
e gira tutto intorno la stanza
mentre si danza
E Radio Tirana trasmette
musiche balcaniche
mentre danzatori bulgari
a piedi nudi sui braceri ardenti…
Nell'Irlanda del Nord
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
al ritmo di sette ottavi
E gira tutto intorno la stanza
mentre si danza, danza
e gira tutto intorno la stanza
mentre si danza
Nei ritmi ossessivi la chiave
dei riti tribali
regni di sciamani
e suonatori zingari ribelli…
Nella Bassa Padana
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
vecchi valzer viennesi
MA COS'E' QUESTA CRISI
♫
(De Angelis)
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Si lamenta l’impresario che il teatro più non va,
ma non sa rendere vario lo spettacolo che dà… ah, la crisi!
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Metta in scena un buon autore, faccia agire un grande attore
e vedrà che la crisi passerà
Un riccone avaro e vecchio dice, ahimè, così non va,
vedo nero nello specchio chissà come finirà… ah, la crisi!
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Cavi fuori il portafogli, metta in giro i grossi fogli
e vedrà che la crisi finirà
Si lamenta Nicodemo della crisi, lui che va,
al Casinò di San Remo a giocare al baccarà… ah, la crisi!
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Lasci stare il gavazzare, cerchi un po’ di lavorare
e vedrà che la crisi passerà
Tutte quante le nazioni si lamentano così,
conferenze, riunioni, ma si resta sempre lì… ah, la crisi!
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Rinunziate all’opinione della parte del leone
e chissà che la crisi passerà
L’esercente poveretto non sa più che cosa far
e contempla quel cassetto che riempiva di danar… ah, la crisi!
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Si contenti guadagnare quel che è giusto e non grattare
e vedrà che la crisi passerà
E persin la donna bella alla crisi s’intonò
e per far la linea snella digiunando sospirò… ah, la crisi!
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Mangi un sacco di patate, non mi sprechi le nottate
e vedrà che la curva tornerà
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
Chi ce li ha, li metta fuori, circolare miei signori
e chissà che la crisi finirà
Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi?
SIESTA
♫
(Pagani / Anelli)
Al mio paese quando il sole picchia sulle case
tutta la gente chiude gli occhi
e chiude le persiane
Quando e' l'ora della siesta
e' festa per me
invece di dormire
io vado a passeggiare
da solo col mio amore
Al mio paese quando il sole picchia sulle case
noi ci baciamo in piazza
come fosse mezzanotte
L'aria bianca trema e brucia
ma se mi parla lei
mi sento rinfrescare
mi sembra di volare
di stare in riva al mare
Mi regala ciliegie e lillà
rubati ai cancelli
e mi poggia corone di baci
intorno ai capelli
Come un re e una regina
noi traversiamo la città
però la gente non lo sa
Al mio paese quando il sole picchia sulle case
tutta la gente chiude gli occhi
e chiude le persiane
Quando e' l'ora della siesta
e' festa per me
invece di dormire
io vado a passeggiare
da solo col mio amore
Mi regala ciliegie e lillà
rubati ai cancelli
e mi poggia corone di baci
intorno ai capelli
Come un re e una regina
noi traversiamo la città
però la gente non lo sa
Al mio paese
la gente non lo sa
SERENATA
♫
(Ciervo)
E' mezzanotte e c'ù sta bella luna
Nisciuno sape l'intenzione mia
'A sape sule chi s'add'affaccià
'A sape sule chi vo' bbene a me
Nun t'affaccià si siente a voce mia
Nun t'affaccià si siente a serenata
Ije mo' nun cante pe tté, cante pe' n'ate
Ca' nun s'affacce si t'affacce tu
Parole doce e fronne de suspire
E na' catena 'e vase long'assaje
Chist'é l'ammore ca' m' ha 'ngatenate
Chist'é l'ammore ca' suspira e chiagne
Nun t'affaccià si siente a voce mia
Nun t'affaccià si siente a serenata
Ije mo' nun cante pe tté, cante pe' n'ata
Ca' nun s'affaccia si t'affacce tu
IL DISERTORE
♫
(Vian, Berg)
In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest'altro lunedì
Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me
Io non ce l'ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò
Ho avuto solo guai
da quando sono nato
i figli che ho allevato
han pianto insieme a me
Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà
Quand'ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie e il mio passato
la mia migliore età
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò
Vivrò di carità
sulle strade di Spagna
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò
di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà
e dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho
AHI MARIA
♫
(Gaetano)
E quando tramonta il sol una canzone d'amor
da Baja a Salvador oh Maria per te canterò
Da quando sei andata via da quando non ci sei più
da quando la pasta scotta non la mangio più, ahi Maria chi mi manca sei tu
La mattina mi alzo tardi e dormo finchè mi va
e il caffè me lo portano a letto due bionde in tutù, ahi Maria chi mi manca sei tu
La notte vado a ballare per cancellare i sogni miei
da qualche tempo ho più donne del dj, ahi Maria ma tu non ci sei
E questo sapore strano che è fatto di libertà
mi dice che oggi qualcosa è cambiato in me, ahi Maria non sei più con me
E quando tramonta il sol una canzone d'amor
da Baja a Salvador oh Maria canterò, ahi Maria per te canterò
L'acqua mi fa un po' male la birra mi gonfia un po'
vado avanti tristemente a champagne e bon-bon
ahi Maria mi manca il tuo amor
Il mio caimano nero piangendo mi confidò
che non approvava il progetto del metrò, ahi Maria da te tornerò
L'Himalaia era lontano l'ascensore lì non c'è
ma il vecchio saggio indiano ha predetto che ahi Maria ritorni da me
Sebbene ho più soldi in tasca e donne ne ho troppe ormai
sebbene il tuo cane fuori non porto più, ahi Maria chi mi manca sei tu
E quando tramonta il sol una canzone d'amor
da Baja a Salvador oh Maria canterò, ahi Maria per te canterò
C'era una donna a Baja s'ubriacava di noia e sakè
sotto una vecchia sequoia ballava il samba e cantava per me
Un presentatore alla radio in un armadio provava il suo show
teneva un quiz a puntate e chiuso tutta l'estate restò
Il caimano distratto imitava il gatto e faceva bau-bau
perchè studiava le lingue e voleva alle cinque il suo tè
Mi disse un vecchio fachiro tu non sei un emiro in gilet
mi consigliò senza imbroglio di non bere petrolio alle tre
C'era una donna a Baja s'ubriacava di noia e sakè
sotto una vecchia sequoia ballava il samba e cantava per me
Un presentatore alla radio in un armadio provava il suo show
il caimano distratto imitava il gatto imitava il gatto
imitava il gatto
C'era una donna a Baja una vecchia signora
un presentatore alla radio un vecchio fachiro
un vecchio fachiro un ricco emiro
Ahi Maria, ahi Maria…



