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IL SEGRETO DELLA FELICITA'


IL SEGRETO DELLA FELICITA'
RISVEGLIO DALL'INCANTO
POTERE ALLA POESIA
IL BRIGANTE INNAMORATO
ROVO DA MORE
LA CIVETTA
IL SOGNO DI MHEDY
QUELLO CHE SIAMO
LA TARANTELLA NOVELLA
CARTOMANZIA
LA STORIA DELLA DRUDA
PRENDO TEMPO
LA DANZA CHE MUOVE IL MONDO
TRENO PER CASA
URUGUAY


IL SEGRETO DELLA FELICITA'    

(O. Mannarini)

Suonatori un po’suonati, masnadieri non direi
Concepimmo il nostro piano forse nel novantasei
Un boccale da scolare come fosse il sacro graal
E scaldare la tristezza con un reel

Verso i luoghi da scoprire ci piaceva improvvisare
tarantelle di briganti, tammurriate per il mare
si tendevano le corde per vibrare un’emozione
e non poterne più di fare “U’ frikkettone”

La vita è crederci sempre e divertirsi a cantare
Un ritornello stonato, una canzone d’amore
La vita è un desiderio che si realizzerà
Brindiamo al segreto della felicità

Sulla pelle del mio banjo va la linea del destino
che continua dentro il palmo della mano di una Rita
per cantarle con un breve saggio il senso della vita
nelle notti chiare andavo al suo balcone

Rit

Una torta un po’piccante da servire alla fortuna
Mille candeline spente da uno spiffero di luna
La bottiglia farà il botto quando si alzerà il sipario
sulla festa per il nostro anniversario

Rit

Suonatori un po’suonati, masnadieri non direi
Concepimmo il nostro piano forse nel novantasei
Un boccale da scolare come fosse il sacro graal
E scaldare la tristezza con un reel



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RISVEGLIO DALL' INCANTO    

(O. Mannarini)

Io sono un solitario guaritore di ventura
grecanico cantore, suonatore di tamburo
antidoto per tutti gli imprevisti della sorte
ad eccezione della morte
dove cresce il timo la figliola riposava
il ragno lo sapeva e tesseva la sua tela

Svegliati che il tempo stringe, prendi il ritmo della danza
Per guarire dal veleno balla come la taranta

Tuo padre ti proibisce di giocare con l’amore
E caccia i calabroni lontano dal suo fiore
Promessa sposa a chi possiede terra e primavere
Sei fuggita dall’altare
San Lorenzo accendi nella notte un desiderio
San Paolo dai la forza di mandare via il demonio

Rit.
Strumentale

Ti darò i tramonti scivolati dietro il mare
Il giorno della festa che sta per arrivare
Il sorriso che nascondi sotto il tuo cuscino
E la luna del mattino
Bella tarantata che risveglio dall’incanto
Incantando me dai più fiato a questo canto

Rit.

Svegliati c’é un sole nuovo che comincia la salita
Per offrire nuova luce a chi trova nuova vita
Svegliati che un sole nuovo brucia qui tra le mie dita



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Potere alla poesia    

(O. Mannarini)

In un canto di conchiglia sento il gioco dell’amore
di Nettuno che col vento salta e fa le capriole

Potessi un giorno vedere la poesia al potere

Vivo nelle fiabe, nelle storie a lieto fine
Inseguo le parole, inciampo sulle rime
Parlo con le piante, corro con le nuvole
Con gli occhi della luna vedo il mondo che verrà

Sveglio nella notte nuda seguo il filo di una stella
Camminando controvento cerco un’isola di pace

Potessi un giorno vedere la poesia al potere (X2)

La finestra si fa foglia nel palazzo di corallo
Vedo un cielo di colori che colora la città

Potessi un giorno vedere la poesia al potere (X2)

Credo nelle fate, negli spiriti del bosco
In quello che non credi, in ciò che non conosco
Ascolto il mio silenzio, sento il suono dei profumi
Al sole del mattino vedo il mondo che verrà

La gioia, la speranza, la vita che stupisce, la musica ribelle, le case di Gaudì
Il fuoco, la dolcezza, il pensiero, la follia, il viaggio senza meta, il sogno, la realtà

Potessi un giorno vedere la poesia al potere (X4)



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il brigante innamorato    

(O. Mannarini)

Le montagne sono salite verso il cielo
all’imbrunire respiro solo il gelo
dal fucile ancora un soffio di calore
che soffia sul vessillo ornato con un fiore

Un fiordaliso piantato in questa terra
bianco come il potere, rosso come la guerra
verde come la speranza di guardare
leggera la tua veste nell’aria volteggiare

danza per me Maria
cura la tua follia
danza nel vento che servo non è
come il brigante innamorato di te

Sei tu la storia che voglio ricordare
il sole che da buoni frutti da mangiare
la pietra bianca dove abita il mio cuore
l’amore conquistato imbracciando un fiore



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Rovo da more    

(O. Mannarini / A. Galeandro, O. Mannarini)

Occhi come specchi rotti in mille pezzi
non rifletteranno più la luna
il futuro a volte gioca brutti scherzi
dalle nubi cade la sfortuna
con le spalle al cielo, nuova direzione
che mi porta indietro da te
nebbia di pensieri, chiara confusione
scivolando torno da te

cerco parole di rovo da more
per poterti cantare la verità,
cerco parole di rovo da more
che mi facciano dire tutta la verità, solo la verità

Questa sera non ho niente da indossare
la veste del pagliaccio si è scucita
tempo ci sarà per farmi perdonare
cura troverò per la ferita
taglio i miei pensieri come fossi un sarto
che rammenda vecchi calzoni
prima che sia notte ridurrò lo scarto
inseguendo le mie illusioni



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La CIVETTA    

(O. Mannarini)

Ma come faccio ad avere il tuo bene
faccio una casa di pietre preziose
intorno un giardino di viole e di rose
una fontana d’ambrosia divina
per dissetare una bella regina

Mentre la luna vola sul mondo
Tu stai dormendo di un sonno profondo
Una civetta in silenzio si posa su un ramo
Gira la testa e comincia a cantare
La tua bellezza, i miei sogni d’amore

Ma come faccio ad avere i tuoi baci
faccio un giaciglio con l’oro e l’argento
Lenzuola di seta cucite dal vento
E una coperta che possa scaldare
I tuoi pensieri, la mia fantasia

Rit.

La tua voce sapore di miele come il canto delle fate
La vestaglia colore di foglia che ti veste nella festa
Il tuo incedere di gatta sulla strada verso il mare
Le tue labbra di ciliegia mi hanno fatto innamorare

Io sono qui sotto il tuo davanzale
E la civetta comincia a cantare
La tua bellezza, i miei sogni d’amore…

Gli occhi tuoi cosi lucenti nella notte senza luna
Il profumo di vaniglia, la collana di conchiglie
Le tue mani di bambina che accarezzano le stelle
I capelli fiore di malva, la tua pelle di mimosa

La tua voce sapore di miele come il canto delle fate
La vestaglia colore di foglia che ti veste nella festa
Il tuo incedere di gatta sulla strada verso il mare
Le tue labbra di ciliegia mi hanno fatto innamorare

Il tuo incedere di gatta sulla strada verso il mare
Le tue labbra di ciliegia mi hanno fatto innamorare



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IL SOGNO DI MHEDY    

(O. Mannarini, G. L. Basso / O. Mannarini)

In una notte di sale e di luna
Sopra un battello di poca fortuna
Giunse alla riva senza nuotare
Come un relitto portato dal mare

Curva la schiena dall’alba al tramonto
Il sacrificio di fare il raccolto
Dalle campagne ad un cielo stellato
Che brilla oltre un rovo di filo spinato

Mhedy ha un lavoro sicuro ed un tetto
Porta una rosa d’amore sul petto

Chiuso in un centro di permanenza
senza un diritto ne alcuna sentenza
nella sua cella continua a sognare
Di prendere ancora le strade del mare

Rit.

Nella sua cella continua a sognare
Di prendere ancora le strade del mare

Mhedy ha un lavoro sicuro ed un tetto
Porta una rosa d’amore sul petto
Mhedy ha un lavoro sicuro ed un tetto
Porta sul petto una rosa d’amore per te



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Quello che siamo    

(O. Mannarini)

Ti scrivo dalla terra dove crescono gli ulivi
faccio il cacciatore di lupi contadini
le prede da stanare combattono una guerra
per sfamare i cuccioli difendono la terra

Su queste montagne tramonta la luna che sorge nella valle
comincio a sentire che non siamo una divisa, non siamo una bandiera
una lingua, una fede, un’idea…

siamo quello che siamo
foglie di un solo ramo
stelle di un solo cielo che confini non ha

Ieri ho visto un’ombra dietro un muro a secco
Il dito che tremava premeva sul grilletto
ho sentito l’ultimo respiro sulla pelle
ora il suo fucile brilla tra le stelle

L’ho “visto” giocare con gli amici nella piazza della cattedrale
Ho sentito l’amore della madre che ancora gli prepara da mangiare
della donna che lo aspetta in riva al mare


Fiorivano i castagni una domenica mattina sulla strada di campagna,
seguivo una farfalla, ricordo la tua voce che ferma la mia mano,
ho imparato ad essere quello che non sono, non sono una divisa, non sono una bandiera, una lingua, una fede, un’idea...



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LA TARANTELLA NOVELLA    

(O. Mannarini)

La tarantella è un vino novello, un sorso d’allegria
la radice nella terra che nutre la poesia
Seguimi e balla la tarantella, a casa ci porterà
Sulle strade del mondo insieme si canterà

Le luminarie accese nella piazza del paese
Incantano le voci nel sagrato della chiesa
La tua gonna bianca comincia a veleggiare
Duello con le spade per poterti conquistare

Si puntano le dita, la ronda chiude e spinge
La finta per colpire, l’armonica che piange
Un canto dai sonagli si alzerà

Rit.

Inferno e paradiso sulla strada del mercato
Il tuo passo tra la gente mi lascia senza fiato
Fino a notte fonda ti farò ballare
La musica pagana per il santo guaritore

Ti sfioro, m’avvicino, con lo sguardo ti corteggio
Mostrando il fazzoletto mi provochi ma sfuggi
Un canto dalla terra si alzerà

Rit.

Un canto dalla terra si alzerà

Rit.



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CARTOMANZIA    

(O. Mannarini)

Sono il mago, sono il Re di denari
Se con le speranze vuoi giocare
Sono la finestra sulla tuo cammino
Il futuro remoto del destino

C’è una donna che guarda la luna
Porta l’amore e la fortuna

Mischio le carte con la vita, la sorte con la volontà
Mischio le carte con la vita, leggo il tempo che verrà

Parlo un linguaggio di simboli e colori
Dalle coincidenze traggo presagi
Per scaldarmi bevo un bicchiere di sole
Le mie scarpe sono gatti randagi

La regina incontra il suo fante
Sul carro viaggiano gli amanti

Rit.

Sono il matto, sono l’imperatore
Che l’anima ferita sa curare
Sono il riflesso delle emozioni
Il domani scritto nei tuoi sogni

C’è un bambino che conta le stelle
La luna ride a crepapelle

Rit.

Mischio le carte con la vita, la sorte con la volontà
Ma sulla ruota della vita ciò che scende salirà



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LA STORIA DELLA DRUDA    

(O. Mannarini)

Sono arrivati come il maltempo
che ti sorprende nel mese d’agosto
con le divise trapunte di stelle
e le piume sopra i cappelli
la masseria era un castello
la paglia il nostro nido di seta
i suoi capelli sulle mie spalle
quando il tuono bussava alla porta

c’è una storia perduta
una storia che verrà
è la storia di chi cerca la libertà

un compagno fugge lontano
un fratello si lava le mani
le mani sporche di terra bruciata
le tasche piene di soldi di carta
quando il fucile era un ombrello
e noi bambini perduti nel bosco
il riparo dalla tempesta
era la grotta dell’eremita

Rit.

quando l’aurora dipinge le foglie
nella corte ci sono due gigli
tra i due gigli brilla un anello
una spada corre nel vento
c’è una promessa da mantenere
una legge da maledire
una druda si veste di gloria
la sua penna scrive la storia



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PRENDO TEMPO    

(O. Mannarini)

Prendo tempo, vado piano, non ho fretta di arrivare
Prendo tempo, vado piano, non ho fretta di arrivare

Il mio orologio non ha giorni ma emozioni da contare
Sulla giostra il mondo gira io sto fermo ad aspettare

Prendo tempo, vado piano, non ho fretta di arrivare

Ho poche carte sotto il letto e molte lune nel cassetto
una lente d’ingrandimento per studiare ogni istante

Prendo tempo, vado piano, non ho fretta di arrivare
La mia sveglia suona solo quando sono riposato

Ho pecorelle da contare ed una gatta di nome “amore”
La sua pelle è una poesia da imparare a memoria

Prendo tempo, vado piano, non ho fretta di arrivare
Sul metrò che torna a casa scendo a tutte le stazioni

Il mio orologio non ha giorni ma emozioni da contare
Sulla giostra il mondo gira io sto fermo ad aspettare (x2)

Prendo tempo, vado piano, non ho fretta di arrivare x6



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La DANZA CHE MUOVE IL MONDO    

(G. L. Basso, O. Mannarini / O. Mannarini)

L’anima del mondo vibra al tempo della musica
per la gente allegra il mio violino suonerà
tempo c’è voluto ma ritornano le rondini
senza fare trappole l’inverno se ne và
questo sole caldo é la rivincita degli ultimi
per la gente in pace la mia voce canterà

cambia passo, cambia il tempo
sei la danza che muove il mondo
una musica di frontiera
primavera ci porterà

Per chi fa l’amore si maturano le fragole
per la gente allegra questa banda suonerà
resta l’abitudine di credere alle favole
come il desiderio di vederti accanto a me
passano le nuvole, si girano la pagine
per la gente in pace la mia voce canterà



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TRENO PER CASA    

(G. L. Basso / G. L. Basso, O. Mannarini)

Treno per casa fila placido incontro alla notte
E raccoglie paesi minuscoli in una collana
Domattina alle 7 e 50 raccoglierà il mio

Siamo tutti studenti su questo vagone
Imbroglioni imbrogliati dal sonno anche io vorrei tanto riuscire a dormire
La mia faccia lo specchio non mente non sembra gran che

Ieri sera alla festa dei calabresi ho bevuto una vodka di più
Ed ho in testa un miliardo di piedi che ballano il folk

Sta finendo il mio tempo per dirmi bugie
Sta passando la mia gioventù
Ma che mi serve per stare nel mondo? Ancora non so

Il mio paese sarà caldo e materno, severo e paterno
non appena mi vedrà arrivare
Come stai? Come stanno le cose? E la casa?
E gli esami? E gli studi? E maglioni ne hai?

La mia stanza mi aspetta come la lasciai e mia madre sarà generosa
Ed il letto pulito e rifatto del ragazzo che non sono più

Rit.

E mio padre si alzava ogni giorno alle sei per vedermi, per farmi studiare
Quanta fatica, quanto sonno perduto, quanto amore sprecato per me

Quando salgo di nuovo mi studio gli appunti, qualche pagina, qualche dispensa e tentare un complementare, vedremo chissà

Sta finendo il mio tempo per fare follie
Brucia in fretta la mia gioventù
Ma che mi manca per essere un uomo? davvero non so

Treno per casa, esce placido da questa notte
e raccoglie paesi minuscoli in una collana
Tra un momento alle 7 e 50 raccoglierà il mio



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URUGUAY    

(O. Mannarini, G. L. Basso / O. Mannarini)

Luna tu che risplendi da lassù
Sopra un mare dipinto di blu
Se ti guardo e sospiro è perché
La mia bella non è ora qui con me

Il tuo lieve e luminoso candore
Ha ispirato le parole d’amore
Che se a lei non le posso cantare
Luna tu vorrai certo ascoltare

Senza motivo, dimmi perché,
Sono felice ora qui e sento che
Non c’è domani, ieri non c’è
Sei tu la pace dentro me?

Questa nave che mi prende per mano
Dalla mio sole mi porta lontano
Ma stanotte mi manca il suo calore
Luna tu riscaldami il cuore

Rit.

Sulla nave che mi sta portando via
Penso al luogo della mia fantasia
Luna tu quando poi sorgerai
Ti guarderò e canterò dall’Uruguay
Tu mi vedrai e sentirai dall’Uruguay
Luna tu che risplendi da lassù



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