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LA BRIGATA LOLLI - 6 AGOSTO 2006
LIVEROCK
Tornano le "Bbestie" più amate e lo fanno con un nuovo album che ripercorre la storia della musica italiana dagli anni '30 agli '80 riveduta, corretta e personalizzata con gusto "Folkabbestia".
Il titolo dell'album "25-60-38" (sottotitolo "breve saggio sulla canzone italiana") è l'inizio della famosa canzone "Tre numeri al Lotto" di Carosone, prima traccia del nuovo lavoro dei Folkabbestia in uscita il 30 giugno per l'Ultimo Piano, registrato tra Bari e Siena e masterizzato a New York.
In questo quinto lavoro del gruppo barese avremo il piacere di riascoltare, e i più giovani di conoscere, pezzi che hanno fatto la storia della musica italiana e che sono entrati ormai nella memoria storica di chi ha più di trenta anni: "Tre Numeri Al Lotto" (Carosone/Fiorentini) - "Pietre" (Gianco/Pieretti) - "Giovanni Telegrafista" (Jannacci) - "Amara Terra Mia" (Modugno/Bonaccorti) - "L'avvelenata" (Guccini) - "Tre Briganti e tre Somari" (Modugno/Garinei/Giovannini) - "Carlo Martello" (De Andrè/Villaggio) - "Uffa Uffa" (Bennato) - "Voglio Vederti Danzare" (Battiato) - "Ma Cos'è Questa Crisi" - "Siesta" - "Serenata" - "Il Disertore" (Vian) - "Ahi Maria" (Rino Gaetano).
L'idea di "riportare alla luce" in chiave moderna brani che non si sentivano più in giro da tempo, è stata apprezzata anche da altri musicisti che hanno prestato la loro voce in alcuni brani dell'album, si noterà quindi la partecipazione straordinaria di Franco Battiato ne "L'avvelenata" di Guccini, primo singolo estratto, alle radio dal 20 maggio, di Caparezza e di Erriquez della Bandabardò in un esilarante rifacimento di "Tre Briganti e tre Somari" di Modugno e del sax di Daniele Sepe in "Amara Terra Mia" di Modugno e "Serenata" di Ciervo.
Questo album è il quinto dopo il primo autoprodotto "Breve saggio filosofico sul senso della vita" il secondo "Se la rosa." della fine del 2000, primo uscito su etichetta UPR, seguito nel 2003 da "Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice", per arrivare nel 2005 a "Pèrche", un disco live tratto da diverse registrazioni del tour 2004.
Alla base dei riconoscimenti ricevuti dal gruppo c'è senz'altro la grande capacità di "musicisti intrattenitori" affermatasi in centinaia di concerti tenuti negli ultimi 4 anni in Italia e all'estero, Svizzera, Germania, Austria, Francia.
Da ricordare anche alcune partecipazioni di prestigio come la diretta, per la BBC da Milano durante l'incontro per le qualificazioni mondiali di calcio Italia - Galles, che sceglie le Bestie come band italiana più interessante, o la colorita partecipazione al Mantova Musica Festival dove i "nostri" si presentano vestiti da carte napoletane, per arrivare al suo apice nella ormai famosa "30 ore", esibizione senza interruzioni della stessa canzone per entrare nel Guinness dei primati, tenuta presso l'Auditorium Demetrio Stratos a Milano e trasmessa in diretta da Radio Popolare. Nel settembre 2005 i Folkabbestia sono anche stati scelti come supporter di Ligabue nella sua unica data del 2005, al Campovolo di Reggio Emilia.
I FOLKABBESTIA sono:
Lorenzo Mannarini: Voce Chitarra; Francesco Fiore: Basso Elettrico; Nicola De Liso: Batteria; Fabio Losito: Violino. Suonano con loro dal vivo: Simone Martorana: chitarre e cori e Piero Santoro: fisarmonica e cori.
Antonio Ranalli
Il quartetto barese, con questa nuova uscita, recupera dal grammofono molti brani caduti nell'oblio, come la magnifica "Tre numeri al lotto", di quel Carosone che ancora oggi ha un incredibile stuolo di fan, grazie in parte al lavoro di artisti come Tonino Carotone, che ne hanno rinvigorito il mito anche per i più giovani. Tra le chicche del cd ritroviamo "Ma cos'è questa crisi", cinica e umoristica composizione di De Angelis, e "Carlo Martello (ritorna dalla battaglia di Poitiers)", forse uno dei brani meglio riusciti insieme alla già citata "L'avvelenata" e "Tre briganti e tre somari". Quest'ultima ospita, nella sua delirante esposizione, la voce di Erriquez dei Bandabardò e Caparezza che si improvvisa in una teatralità a tratti sopra le righe.
Un disco quindi che cerca di rivitalizzare la nostra perduta cultura musicale, attraverso nobili collaborazioni tra cui spicca il talento di Daniele Sepe, valore aggiunto per una band tutta matta, come direbbe Elio, basti pensare alla notorietà cercata e trovata all'interno del Guinness dei primati come il gruppo capace di suonare ininterrottamente per 30 ore la medesima canzone.!
Per conoscere ancora meglio la genesi dell'ultimo lavoro, riportiamo l'intervista gentilmente concessa a music-on-tnt, ringraziando la PoP Press Office & Promotion di Sonja Berti e la band per la gentile collaborazione.
Signori buongiorno! Dopo aver ascoltato il vostro ultimo lavoro, la prima domanda che mi è sorta spontanea è stata: un album di cover? Come è nata questa idea?
Più che un album di cover ci piace pensarlo come una rilettura di un periodo della canzone italiana che va dagli anni '30 agli anni '80. I brani infatti sono stati completamente riarrangiati e hanno il suono dei Folkabbestia. L'idea è stata del nostro produttore Annibale Bartolozzi che conosce bene i nostri gusti musicali in fatto di canzone italiana. Da sempre nei nostri concerti c'erano pezzi come "Azzurro" di Conte o "Donatella" della Rettore insieme a Tarantelle della tradizione garganiga o salentina o come la "pizzica" di Domenico Modugno dal titolo "Tamburredu".
In questi ultimi anni sia la musica sia il cinema si sono spesso dedicati a cover e remake. Credete che possa essere, come alcuni sostengono, una scelta dettata dalle poche idee, oppure una semplice voglia di rivivere il passato?
In realtà per noi è una volontà di far conoscere e questo è spiegato anche nelle note introduttive di 25.60.38 il nostro nuovo cd, brani di diverse epoche e dai diversi contenuti, anche a chi non ha avuto la fortuna di averci a che fare, senza doverci per niente vergognare dell'italianità della proposta musicale e senza doverci per forza rifare a modelli stranieri. In fondo siamo .campioni del mondo!! e lungi da noi qualsiasi forma di nazionalismo.
Perché i Folkabbestia hanno deciso di scegliere proprio queste canzoni? Come è avvenuta? È stato difficile attingere all'enorme possibilità di opzione?
Quando ci siamo visti in sala prove con le proposte abbiamo tirato giù un po' di tutto, avevamo cd di Ciampi, Tenco, Branduardi, Mina, etc, e abbiamo seguito un metodo abbastanza naturale. Su computer abbiamo registrato le prime versioni dei nuovi arrangiamenti dei brani che venivano scelti di volta in volta, per catturare l'istintività dell'approccio alle canzoni. Poi le riascoltavamo a casa e se ci piacevano e suonavano bene venivano scelte. Ovviamente tutte le canzoni del cd hanno un significato per noi e in qualche maniera ci rappresentano.
Nella cernita avete escluso gli anni 90. Troppo vicini all'oggi o troppo poveri per salvare qualcosa di decente?
No, è stato un caso, pensiamo che ogni periodo ha delle cose belle e delle cose brutte e ed è propedeutico a quello successivo, vedi ad esempio l'elettronica degli anni '80, che per certi versi proveniva da cose come Kraftwerk, ha gettato le basi per "nuove forme" come la jungle o il drum'n bass.
Secondo voi quali tra le track del disco non piacerebbero all'autore originale?
Non sappiamo.
Lavorare con Battiato cosa ha significato per i Folkabbestia?
Siamo onorati della sua presenza e non finiremo mai di ringraziarlo, Battiato fa parte di quella schiera di artisti che bisogna assolutamente conoscere, come De Gregori o De Andrè, etc. Non ci siamo visti di persona perché le sue parti vocali sul brano" l'Avvelenata" sono state inserite a "distanza", noi a Bari e lui a Catania, quindi è venuto meno un poco l'aspetto emotivo (p.s. gioia e dolori dell'era digitale), ma grande gioia e commozione si manifestò quando, per primi, sentimmo la sua voce sulla base che ci era appena giunta dall'etere.
Pensate sia possibile una comparsata del maestro Franco durante qualche vostro live?
L'abbiamo invitato a un concerto che faremo a Bari , la nostra città , per fine settembre, ma non penso che verrà, è pieno di impegni, sta preparando un altro film .
Come è nata la collaborazione con Caparezza e Erriquez?
Ci conosciamo da tempo, li abbiamo contattati per telefono e loro sono stati molto gentili e disponibili nel far vibrare le loro corde vocali insieme a quelle di Lorenzo. Sono artisti che stimiamo per il loro approccio alla musica e per il loro messaggio.
I folkabbestia cosa riescono a dare in più durante i live?
Siamo nati come una live band e ci siamo fatti conoscere soprattutto per i nostri concerti. Penso che creiamo delle situazioni che fanno sentire bene le persone, che le fanno stare serene.
Quale è la differenza tra un live in terra natia ed uno all'estero?
.che in Italia il pubblico capisce le parole.
Loris Gualdi
a musica d'autore, apparentemente disdegna il disimpegno, ma in realtà non sono pochi i territori di confine e i punti di contatto. Prendiamo, ad esempio un piacevolissimo disco appena uscito: "25-60-38" dei Folkabbestia, ovvero i "Tre numeri al lotto"di Carosone. Il disco porta come sottotitolo "Breve saggio sulla canzone italiana". In 14 episodi i Folkabbestia passano in rassegna non necessariamente il meglio della canzone d'autore italiana, ma compiono una panoramica a volo d'uccello che passa per le vette di Fabrizio De André, Francesco Guccini o Domenico Modugno e per le valli di Gian Pieretti e Ricky Gianco, Bobby Solo e il Quartetto Cetra, per planare infine sulle colline di Jannacci, Rino Gaetano, Boris Vian, Battiato, Bennato e, per l'appunto Carosone.
Ma c'è un collante comune in queste canzoni: in misura maggiore o minore sono tutte canzoni divertenti e divertite (fa eccezione, ma è quella che conferma la regola " Amara terra mia" , severa canzone sull'emigrazione della Sicilia scritta da Domenico Modugno con, ohibò, Enrica--nuda-su-playboy-Bonaccorti). Difficile scegliere la migliore tra un " Avvelenata " di Guccini, cantata in questa occasione dalle 'Bbestie assieme a Franco Battiato o "Tre briganti e tre somari" , dove due briganti (o due somari) sono rappresentati da Caparezza e da Erriquez della Bandabardò (non è l'unico prestito della banda toscana: il maestro Finaz presiede all'intera operazione come produzione artistica, suonatore di chitarra e violoncello).
Oppure ancora la scatenata "Siesta" di Bobby Solo , ma scritta da Herbert Pagani e Anelli. Le canzoni, scelte come emblemi di un certo modo di fare musica italiana "verace", sono completamente reinterpretate dai Folkabbestia che innestano il turbo e picchiano sul pedale dell'acceleratore, fornendo versioni accelerate di tutti i brani per un disco lungo, che dura 55'50", ma che sembra finire in un amen.
Il criterio di scelta, ogni tanto, lascia spazio a qualche variazione sul tema, per la giustapposizione di Carosone a Jannacci o di Battiato ai Cetra o anche per il ricorso a "Serenata" di Amerigo Ciervo dei Musicalia , un brano che, pur risalendo al 1984, forse ingiustamente non gode della stessa fama degli altri. Tra le cover colpisce una "Uffa uffa" di Edoardo Bennato , dove, a sorpresa, le Bbestie alzano il piede dall'acceleratore per fornirci una versione rallentata che potrebbe anche convincere più dell'originale. Se non fosse che, in fin dei conti, con quegli originali siamo nati e cresciuti e, come sempre capita, non siamo del tutto pronti a sentircerli stravolgere. Ma questo è un problema nostro e non delle Bbestie che invece sono brave e inuitivamente in tema.
Funzionano bene "Ahi Maria" di Rino Gaetano, vicina all'originale, " Pietre " di Gian Pieretti-Gianco, non troppo stravolta, tutto sommato se la cava " Re Carlo (Ritorna dalla Battaglia di Poitiers) " proprio perché lontano dall'originale e da qualsiasi ricordo di Faber (col quale non si compete, si soccombe. Meglio quindi non copiarlo) e una improbabile "Voglio vederti danzare" di Battiato, sideralmente lontana, eppur così vicina.
A tutto l'insieme risulta un po' estraneo " Il disertore ": in primo luogo perché è una canzone francese, in secondo perché non è divertente e in terzo perché non viene particolarmente bene alle 'Bbestie, ma al di là di questa scelta che lascia qualche dubbio, tutto i resto del disco fila liscio come l'olio. Alla vostra preferenza scegliere il brano che vi piace di più. A loro merito (e del produttore Annibale Bartolozzi ) avere scosso il velo di polvere da una serie di ottime canzoni.
I Folkabbestia, tanto per ripeterlo, sono Lorenzo Mannarini , chitarra e voce; Fabio Losito , violino; Francesco Fiore , basso e Nicola De Liso , batteria. Praticamente fissi in tutto il disco risultano però anche Simone Martorana (che ha pure partecipato agli arrangiamenti) alla chitarra, il già citato A.M.Finaz a chitarre, violoncello, tastiere e cori, Antongiulio Galeandro alla fisarmonica (tranne in quattro brani dove è stato sostituito da Pietro Santoro ). Infine Massimo La Zazzera ha suonato la cornamusa ne "Il disertore" e Alessandro Guasconi il contrabbasso in "Uffa uffa". Annibale Bartolozzi , oltre a produrre il disco per la Upr-Peones, è anche responsabile dell'ideazione del progetto. Ultima nota di merito per i disegni interni al libretto che illustrano le canzoni e sono del batterista Nicola De Liso (che peraltro ha studiato, col suo studio grafico) anche la copertina e l'intero libretto. .
Giorgio Maimone
Con questa domanda il produttore Annibale Bartolozzi spiega la nascita di 25-60-38 , il nuovo album dei fantastici Folkabbestia . Il titolo, ricorderà qualcuno, è ripreso da una storica canzonetta del maestro Renato Carosone Tre numeri al lotto , canticchiata per intere generazioni e presente qui nel nuovo arrangiamento Folkabbestia-style. Un lavoro minuzioso, attento ai caratteri originali ritoccati nei contorni dalle particolari musicalità folk della band barese.
Un concentrato di energia accompagna questo lungo percorso nella canzone italiana, nel quale emergono importanti compagni di viaggio: primo fra tutti, una presenza di notevole spessore, in doppia veste, è quella di Franco Battiato ne L'avvelenata
di Guccini . Due simpatici briganti dalle inconfondibili voci emergono da Tre briganti e tre somari : il conterraneo Caparezza ed Erriquez della Bandabardò . E al sax nella struggente Amara terra mia e Serenata non poteva non esserci l'eleganza subliminale di Daniele Sepe .
Impegnata, inoltre, la scelta dei testi: dai brani già citati alla ben interpretata Giovanni Telegrafista (forse tra le più riuscite), dalla grande interpretazione di Carlo Martello (ritorna dalla battaglia di Poiters) , al Disertore di Vian, dalla magnifica Voglio vederti danzare , alla indimenticabile Ahi Maria .
Gran divertimento, solare energia e allegria con un pensiero particolare alla riflessione su problemi che risultano ancora attuali ( qualcuno avrà ancora voglia di cantare Ma cos'è questa crisi? ).
L'album è ben riuscito, uno dei migliori lavori della band. E ci ricorda quanta strada hanno percorso i nostri da quel primo Breve saggio sul senso filosofico della vita.
Livia Mezzapesa




