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RASSEGNA STAMPA: PERCHE


GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 8FEBBRAIO 2005
MUSICALNEWS - 17 FEBBRAIO 2005
GIRODIVITE.IT - 2 MARZO 2005
VIRGILIO.IT - 10 MARZO 2005
ROCK SHOCK - 12 MARZO 2005
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
LIVEROCK.IT
BAR CONDICIO - APRILE 2005



GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO / 8 febbraio 2005

Perche, il meglio dal vivo dei Folkabbestia. Torna il travolgente folk rock della band barese in un disco molto «live».
Canzoni «abbestia» d'autore. Sarà il nuovo percorso musicale della formazione barese Folkabbestia? Ascoltando il nuovo lavoro «Perche - 44 date in fila per tre col resto di due (ricordate i 44 gatti dello Zecchino d'oro?), prodotto da UPR Folkrock di Milano e distribuito da Edel, sembrerebbe proprio di sì. Un forte segnale arriva dai due inediti Perche e Un altro giorno, registrati in studio dalla band di Lorenzo Lollomanna Mandarini (chitarra e voce), Nicola Negus De Liso (batteria), Francesco Checco Fiore (basso), Fabio Lavalas/Arrepetiscion Losito (violino), con la collaborazione di Pietro Santoro (fisarmonica) e la produzione artistica a cura di Alessandro Finax dei Bandabardò. Dopo l'anteprima del 5 febbraio a Potenza, nel quartiere fieristico, i Folkabbestia saranno a Bari per uno show case di presentazione del nuovo album, venerdì 11 alle 19.30, alla Feltrinelli Libri e Musica in via Melo, 119. Seguirà il tour che toccherà molte città italiane, a cominciare da Roma, Bologna, Firenze, Pavia, Milano, Ancona e Campobasso. Dal 13 febbraio in tutti i negozi di dischi, Perche (così, senza l'accento) comprende diciannove canzoni: oltre ai due inediti, tre cover, Cicce Pè, Tamburreddu di Domenico Modugno e un canto popolare tradizionale lucano, Vulesse addeventare nu brigante (già rivisitato da Eugenio Bennato), mentre tutti gli altri brani sono stati registrati durante i concerti, con arrangiamenti che conservano lo spirito live. Perche racchiude una selezione della produzione del gruppo rielaborata e rivisitata durante cinquecento concerti. A Bari la band eseguirà i nuovi brani, ha preannunciato Lorenzo Mandarini: «Il nuovo percorso, in parte già intrapreso con il nuovo album, riguarda la cura particolare verso i suoni e gli arrangiamenti. In questo è stato prezioso il lavoro di Alessandro Finax in studio. Abbiamo cambiato il modo di comporre i nostri brani. Prima pensavamo soprattutto all'esecuzione dal vivo dei pezzi, anche se questo premiava la nostra creatività, mentre adesso prestiamo più attenzione al momento della realizzazione in studio». Nell'album riaffiorano le radici della canzone d'autore, con un omaggio al grande Modugno. «Abbiamo scelto una canzone di Modugno per il nostro album - continua Mandarini - perché è uno dei più grandi artisti della Puglia, noto in tutto il mondo. Modugno, insieme a Buscaglione e a Carosone, rappresenta una continua fonte di ispirazione per la nostra produzione artistica». Da sempre la formazione barese, detentrice del Guinness dei primati per aver eseguito (nell'auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare a Milano) il brano più lungo della storia della musica, ha cercato di unificare, con divertimento e semplicità, i vari linguaggi musicali (essi irlandesi, caraibici, mediterranei o balcanici), ma anche di suonarli e cantarli con una giocosità infantile. Suoni che si completano con testi pungenti che toccano temi forti come la politica, l'ecologia e la guerra, ma proposti con leggerezza ed ironia. Autori di un folk rock travolgente nei dischi e, soprattutto, nelle loro performance live, i Folkabbestia ora sono pronti per iniziare un nuovo percorso artistico.

Nicola Morisco



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MUSICALNEWS.COM / 17 febbraio 2005

Perche, il meglio dal vivo dei Folkabbestia
Primo album live dei Folkabbestia. Si intitola "Perchè", e contiene gli inediti "Perchè" e "Un altro giorno". Sabato 19 febbraio il gruppo sarà a Roma per la manifestazione nazionale per la liberazione di Giuliana Sgrena.
Tornano i Folkabbestia (Lorenzo Mannarini - voce e chitarra, Francesco Fiore - basso elettrico, Nicola De Liso – batteria, Fabio Losito - violino), un nome che dai travagliati territori dell’underground italiano ha decisamente “debordato” verso una popolarità più ampia (grazie anche al lavoro del loro produttore Annibale Bartolozzi, che con la sua etichetta Ultimo Piano Records è il principe dei discografici nell’ambito del folk-rock). “Pèrche”, proprio così, con l’accento sulla prima “e”, è il titolo del loro nuovo album (in uscita domani, 18 febbraio, su etichetta UPR/ Edel), contenente 19 brani, di cui 17 registrati dal vivo durante il tour dell’anno scorso, e 2 inediti (impreziositi dalla collaborazione con i produttori Carlo U.Rossi e Finaz).
“Perchè”, è un punto di arrivo e di rilancio; ripropone, infatti, il meglio della produzione dei Folkabbestia rielaborato e rivisitato alla luce dei circa 500 concerti degli ultimi 4 anni, dei circa 600.000 chilometri percorsi sul valoroso Orazio, l’inarrestabile pulmino. Oltre ai 17 brani live, che contengono il meglio della produzione dei Folkabbestia (tra cui “Alla Manifestazione”, “Stayla Lollo Manna”, “Breve Saggio”, “il Frikkettone” e due brani mai pubblicati ma sempre suonati nei concerti: “Vulisse addiventare nu brigante”, brano della tradizione lucana rivisitato in chiave rock, teso e coinvolgente, e “Cicce Pè”, inedito del gruppo già prediletto dai fan), il cd offre la chicca delle nuove strade percorse dal gruppo, con i 2 brani inediti : Pèrche, travolgente “non sense” su parole e fatti, mixato da Carlo U. Rossi, e Un altro giorno dove i FOLKABBESTIA offrono una parte forse meno conosciuta di se stessi, quella romantica ed emotiva, ma che proprio per questo stupisce ed emoziona. La produzione artistica di Finaz (Bandabardò) ha reso più immediato e fruibile il sound del gruppo.
Un’ondata di musica e vitalità verso la quale è difficile rimanere indifferenti, una grande occasione per tutti quelli che hanno sentito parlare dei Folkabbestia non avendo avuto occasione di “toccare con mano” , ma anche per i fan , che si troveranno tra le mani un cd “pieno e succoso”. Alla base dei riconoscimenti ricevuti dal gruppo c’è senz’altro la grande capacità di “musicisti intrattenitori” affermatasi in centinaia di concerti tenuti negli ultimi 4 anni, con partecipazioni importanti (concerto del Social Forum di Firenze con oltre 200.000 spettatori, diretta per la BBC da Milano e 2 tour in Germania-Svizzera e Austria ) e folli (la mitica 30 ore da Guiness dei primati nel 2003 presso l’Auditorium di Radio Popolare).

Antonio Ranalli



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GIRODIVITE.IT / 2 marzo 2005

Ed ora i Folkabbestia si chiedono "Pèrche".
Finalmente è arrivato "Pèrche"! Dopo 10 anni di onorata carriera a servizio del folk, il 18 febbraio è uscito il best delle Bbestie.
Alla produzione ha collaborato Finaz della Bandabardò. 19 brani di cui 3 inediti e i restanti in versione live in cui i 5 baresi risultano ancor più spumeggianti e vivaci.
Non ci sono parole per descrivere un loro concerto, impossibile non farsi coinvolgere dalle danze. Come degli alchimisti dalla lunga esperienza miscelano sapientemente il folk della pizzica e della taranta con quello irlandese e dei Balcani non dimenticando di aggiungere una buona dose di rock per ottenere un composto esplosivo.
La copertina del cd attira l’attenzione per la vivacità dei colori e perchè...anzi pèrche...è il top del kitsch! Un furgone multicolor adornato con corni portafortuna di varie dimensioni e colori mentre dall’alto domina la scritta "chi mi invidia crepa..." Il furgone che ha anche un nome,"Orazio", rappresenta la dinamicità dei Folkabbestia: sempre in giro per l’Italia e per l’Europa, in Germania sono praticamente adorati. Sebbene siano ormai dei veterani della musica alternativa italiana continuano a trasmettere sempre la stessa semplicità e genuinità degli inizi con una travolgente ironia che caratterizza tutti i loro lavori.
"Pèrche si parla solo inglese vorrei parlar danese" è diventato il mio tormentone da quando ho sentito l’inedito che dà il nome al cd, seguito dal secondo nuovo brano "Un altro giorno" mentre il terzo "Cicce Pe" non è stato eseguito in studio ma proposto direttamente al pubblico durante la tournèe estiva...ricordo Lollo Manna che ci incitava ad imparare le parole.
Tutto il resto è storia: "Canzone d’amore", "Alla manifestazione", "Alla festa di Gigin", "Il castello ottagonale", "Le vie del folk", "Et pourquoi?", "La fuga in fa", "Styla Lollo Manna" con cui le Bbestie hanno battuto il guinness dei primati dell’interpretazione più lunga di uno stesso brano (battendo il precedente record di Elio e le Storie Tese) e il loro cavallo di battaglia "U Frikkettone".
Non manca la cover storica di "Azzurro" mentre altre come "Vulesse addeventare nu brigante" di Eugenio Bennato e "Tamburreddu" di Domenico Modugno, sono state inserite più recentemente nel corso delle loro esibizioni live. Il costo del cd è di 15 € e li vale tutti, distribuito da Upr potete acquistarlo alla Feltrinelli o sul sito www.upragency.com.
Per conoscere più da vicino i Folkabbestia consultate il sito www.folkabbestia.com.

Manuela Boccone



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VIRGILIO.IT / 10 marzo 2005

Folkabbestia, i "pèrche" di un successo.
In occasione del primo live del gruppo barese, abbiamo intervistato il cantante Lorenzo Mannarini.
I Folkabbestia sono una goliardica macchina da concerti da cinquecento date in quattro anni (il gruppo esiste però dal '96) ed oltre 600mila chilometri percorsi su e giù per lo Stivale.
Era inevitabile, perciò, che prima o poi la band barese pubblicasse il suo primo live-album, spaziando tra i diciasette brani più significativi della sua carriera più due gustosi inediti.
E giusto di questo, dello "sgrammaticato" Pèrche (scritto proprio così) abbiamo parlato, al telefono e nel bel mezzo di un ennesimo tour, col simpatico cantante-chitarrista Lorenzo Mannarini.

Perdonami il bisticcio di parole, ma perché un disco dal vivo intitolato "Pèrche" con l'accentazione sbagliata?
"L'ispirazione ce l'ha fornita un nostro spettatore ad un concerto in quel di Benevento. Quel tale, infatti, ad un certo punto dello show, ha iniziato a sventolare un cartello fatto a mano recante la scritta 'Pèrche capitano tutte a me?'. Quell'errore di grammatica ci ha molto colpito perchè sintetizzava alla perfezione quel misto di ironia ed impegno che un gruppo come il nostro ha sempre posseduto...".

Anche in fatto di stranezze siete ben messi: un vostro cd si intitolava "Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice", un'altra volta avete suonato per trenta ore di fila, al Festival di Mantova vi siete presentati sul palco vestiti da tarocchi napoletani...
"Sì, ma quelle che tu chiami 'stranezze' non sono quasi mai progettate a tavolino: nascono, invece, dalla nostra spontaneità di voler intrattenere il pubblico... Siamo una band 'in progress': proprio in questi giorni stavamo discutendo di una determinata scenografia 'folle' che ci piacerebbe adoperare nei nostri concerti estivi, ma da qui a quelle date, chissà quante altre diavolerie ci passeranno per la testa...".

Parliamo dei cinque inediti che arricchiscono il vostro live-album?
"Volentieri. 'Pèrche', la titletrack, è una canzone decisamente ironica che abbiamo inciso in studio e che ironizza sui problemi e i qualunquismi della nostra epoca. 'Un altro giorno' è quella che potrebbe definirsi una 'ballad' dura e pura e non è escluso che in futuro non ripeteremo l'esperimento. 'Cicci Pè', invece, è un brano che eseguiamo durante i nostri show già da parecchi anni: parla di un tale visto dai suoi concittadini nè più nè meno come lo scemo del villaggio quando in realtà dentro di lui custodisce un talento da poeta pazzo...".

A completare il tutto provvedono poi due cover di un'altra epoca...
"Esatto. 'Tambureddu' è una composizione poco nota del grande Domenico 'Mimmo' Modugno (un barese come noi!) che ci piace tuttora eseguire dal vivo rispettandone la natura originaria di 'pizzica'. Infine c'è 'Vulisse addiventare nu brigante', un brano della tradizione lucana, che potrebbe pure fungere da metafora odierna per coloro che non vogliono allinearsi...".

Riproverete mai a bissare (o a superare) quel concerto da trenta ore che vi ha permesso di entrare nel Guiness dei Primati? E, comunque, è ancora vostro quel titolo?
"Credo di sì: a quanto ci risulta che nessuno sia più riuscito a battere quella performance che ci ha tenuti impegnati, nell'auditorium milanese di Radio Popolare, dalle 15:00 del sabato alle 21:00 della domenica... In futuro potremmo anche rimetterci alla prova, perchè no?".

A proposito di futuro, a che punto è il nuovo disco?
"Abbiamo una ventina di idee nel cassetto. Dopo il tour primaverile ed estivo inizieremo a lavorarci seriamente e non è escluso che quest'inverno si possa già entrare in studio con un bel po' di pezzi pronti".

Simone Sacco



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ROCKSHOCK / 12 marzo 2005

L’ultima fatica della band pugliese, Pèrche, è una sorta di diario di viaggio, una cartina geografica alla riscoperta di generi troppo spesso trascurati.
Folkabbestia - Pérche (cd, Upr/Edel, 2005) folk, ska, rock, punk. 8/10
Lo showcase e Pérche

Una stanza gremita del pubblico più vasto ed eterogeneo. Sei folkabbestia che da un palchetto facevano casino e incitavano a ballare e cantare spettatori di ogni età.
Questo, quello che avrebbe trovato un viandante inconsapevole che giovedì 24 febbraio alle 18 avrebbe deciso di entrare alla Feltrinelli Libri e Musica della Galleria Colonna a Roma.
Nel piccolo live sono state protagoniste alcune delle canzoni dell’ultimo album dei Folkabbestia, Pèrche, uscito il 19 febbraio e prodotto da Annibale Bartolozzi. Da Il Castello Ottagonale a Pèrche, un turbinio di frasi e azioni, passando per una travolgente Tarantella Della Buona Ventura. In una libreria diventata piazza per un’ora di allegria, in un live genuino di amici che si divertono divertendo. Una chicca nel disco Un Altro Giorno, un insieme di versi in musica che fanno venire in mente la coppia Nomadi/Guccini.
Tra gli inediti Volesse Addeventare Nu Brigante, brano della tradizione lucana rivisitato in chiave rock, introdotto dal violino di Fabio Losito.
Gli altri componenti del gruppo sono Lorenzo Mannarini per voce e chitarra, Francesco Fiore al basso elettrico, Nicola De Liso alla batteria e con loro in tour ci sono Simone Martorana, chitarra e cori e Pietro Santoro, fisarmonica e cori.
Diciannove canzoni che portano con sé le fragranze e i colori del Sud, in uno stile che va dal folk pugliese a quello irlandese, passando per il rock, lo ska e qualche sonorità punk.
Chi non è mai stato ad un loro concerto può cogliere l’occasione nel loro prossimo tour che comincia in questi giorni e attraverserà tutta l’Italia.

Angela Corrias



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CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

TUTTI ALLA FESTA DEI FOLKABBESTIA.
Dopo aver fatto concerti in ogni Comune della penisola (o quasi), aver suonato una canzone per trenta ore di fila (Stayla Lollo Manna), aver conquistato legioni di fans con birra e cane al seguito (e non solo), i Folkabbestia hanno pubblicato nei giorni scorsi per l’etichetta milanese Upr il loro quarto album, Pèrche ( 44 date in fila per tre col resto di due): diciannove brani, tutti dal vivo tranne i primi due, che rappresentano una convincente antologia del gruppo barese colto nella sua dimensione peculiare, quella del palco, non senza qualche gustoso inedito.
La storia dei “Folka” va ormai per dieci anni. Partiti da un sincero amore per il folk rock inglese e soprattutto irlandese, senza trascurare le sue varianti esotiche e in odor di punkitudine come i Pogues e tutta la tradizione meridionale più sbracata e caciarona ( tarantelle e tammurriate poco filologiche), i Folkabbestia si sono fatti un nome cantando in italiano precario o in un dialetto pasticciato storie sub-culturali da “gioventù alternativa” ( U’ frikkettone, Alla manifestazione), apologhi e racconti morali ( Breve saggio filosofico sul senso della vita, Le vie del folk), non sense (Stayla Lollo Manna, quella del record).
Si potrebbe pensare a certi fumetti di Pazienza, ma forse sarebbe troppo.
In ogni caso, c’è dell’autentica follia nel loro metodo e viceversa.
Oggi, una volta “consolidati”, Lorenzo Mannarini e compagni ( Fabio Losito, Francesco Fiore e Nicola De Liso, senza dimenticare i membri aggiunti, occasionali e avventizi come Giuseppe Luca Basso che firma e co-firma molte canzoni) si prendono il gusto di affondare meglio le radici nella loro terra, senza complessi.
Così, alla raccolta di cover del gruppo, già nobilitata dalla presenza di Azzurro (proprio quella, firmata da Paolo Conte per Celentano), si aggiunge Tamburreddu di Domenico Modugno, mentre dall’entroterra nocese spunta la storia tenera di Cicce Pe.
Improbabili, ferocissimi, divertenti, piacciono anche alle bimbe di tre anni.

Fabrizio Versienti



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LIVEROCK

I Folkabbestia, band barese di “musicisti intrattenitori” di gran talento, tornano alla ribalta con un fantastico album. Il primo live nella storia del gruppo, un uragano di allegro sound deciso a divertire tutti, che racchiude il meglio di centinaia e centinaia di concerti sparsi in giro per l’Italia e l’Europa a bordo del valoroso Orazio, l’inarrestabile pulmino che accompagna le Bbestie dappertutto, anche negli angoli più remoti della terra.
Diciannove sono i brani che compongono l’album, settantasei minuti di buon folk, una lunga e spericolata patchanka senza fine da ballare fino all’alba del giorno dopo magari in compagnia di una bottiglia di buon vino rosso, alternata da intense ballate romantiche che travolgono il cuore. Una lunga carrellata: dalla storica “U’ Frikkettone”, un manifesto satirico del panorama alternativo barese, alla più giovane “Alla manifestazione”. Tutte unite dall’allegria e buona grinta che rendono unica questa band.
Sono presenti nella track list ben cinque inediti: la piacevole “Pèrche”(da non dimenticare l’accento sulla prima e spiegato dalla prima strofa del brano) che si trasforma in un vivace insieme di parole unite senza senso; e la tenera “Un altro giorno”, una toccante ballata pronta a sciogliere i cuori più duri e a stupire chi li conosce da sempre. Straordinari virtuosismi nati dalla chitarra di Alessandro Finaz della Bandabardò, qui presente anche nella veste di produttore artistico, arricchiscono le particolari musicalità dei due brani. Primi del disco, sono gli unici due inediti registrati in studio. “Vulesse addeventare nu brigante”, brano tradizionale della Basilicata, “Cicce Pe” e “Tambureddu”, del grande Domenico Modugno, sono una presenza costante nei concerti delle Bbestie, ma finora mai eseguiti in sala d’incisione.
A due anni dall’album “Non è mai troppo tardi per vivere un’infanzia felice”, questo album consacra i continui successi della band, un album che segna un percorso inarrestabile verso la notorietà segnata dalle presenze in manifestazioni di notevole importanza come al Social Forum di Firenze, al Mantova Music Festival, nel Guinnes dei Primati con la canzone più lunga, “Stayla Lollo Manna”, presente anche nell’album, cantata per trenta ore consecutive negli studi di Radio Popolare di Milano, ed ultima la “120 ore per una Puglia migliore”, maratona musicale per appoggiare l’idea di una realtà migliore rappresentata da Nichi Vendola, nata da un gruppo di artisti, tra i quali l’eccentrico Fabio Losito, violinista del gruppo.
“Pèrche” si presenta come un’ottima occasione per rendere l’idea di un concerto dei Folkabbestia a chi non abbia avuto ancora modo di provare quelle sensazioni uniche che si respirano solo nei loro live. Per i fan da sempre è un gioiello imperdibile.


// L' INTERVISTA //

E' uscito "Pèrche", il nuovo album dei Baresi "Folkabbestia" (etichetta UPR/Edel,2005), contenente 19 brani, di cui 17 registrati dal vivo durante il tour dell'anno scorso, e 2 inediti in studio impreziositi dalla collaborazione con i produttori Carlo U.Rossi e Finaz della Bandabardò. "Pèrche", ripropone il meglio della produzione dei Folkabbestia rielaborato e rivisitato alla luce dei circa 500 concerti degli ultimi 4 anni, dei circa 600.000 chilometri percorsi in lungo e in largo per l'Italia e non solo sul valoroso Orazio, l'inarrestabile pulmino.
Abbiamo intervistato Lorenzo Mannarini, Cantante e Chitarrista del gruppo, per saperne di più.

LR: Il titolo del vostro nuovo album è molto particolare, "Pèrche". Da dove deriva ?
F: "Pèrche" è una parola che abbiamo trovato su di un cartello in Irpinia, scritta da un ignoto poco colto che si lamentava del fatto che il suo edificio fosse ancora per metà distrutto dal terremoto '80 e si domandava "pèrche". Abbiamo fatto nostro il suo "pèrche" che si amplifica ai perché tante cose vanno in una certa maniera invece che in un'altra.

LR: Finalmente un bel live dei Folkabbestia, forse il modo migliore per coronare 500 concerti in 4 anni in tutta Italia e non solo.
F: Si, finalmente i Folkabbestia hanno realizzato il loro primo live, è venuto bene, ricco di energia, ci sono tutti i brani più rappresentativi e anche due inediti realizzati in studio con la produzione artistica di Alessandro "Finaz" della Bandabardò. E' stata una bella collaborazione ed è forse nato un modo nuovo di realizzare i pezzi in studio da parte dei Folkabbestia, con un produttore artistico e cercando di rendere più immediato e fruibile il sound. Parallelo al lavoro in studio c'è il primo disco dal vivo che i Folkabbestia hanno realizzato, c'è tutta l'energia e la carica dei concerti che non eravamo mai riusciti a mettere su disco.

LR: I vostri fans non potranno fare a meno di acquistarlo ma allo stesso tempo sarà un modo per rendere a tutti l'idea di cosa sia un vostro concerto.
F: Sicuramente si capisce chiaramente che il concerto dei Folkabbestia è sempre una festa, c'è sempre tanta energia, tanta allegria e soprattutto tanto divertimento, ma non solo, perché i pezzi in studio esaltano aspetti dei Folkabbestia meno conosciuti, meno visibili.

LR:
C'è un altro brano inedito oltre Pèrche, "Un altro giorno"?
F: "Un altro giorno" è una ballata molto romantica, e so che sta piacendo moltissimo, perché i Folkabbestia oltre ad un grande fegato hanno anche un grande cuore. Questa può essere una buona indicazione su come sarà il prossimo lavoro in studio dei Folkabbestia, cercare di fare canzoni d'autore che non necessariamente debbano fare caciara.

LR: La vostra simpatia la vostra eccezionale musicalità che travolge tutti vi rende i musicisti intrattenitori per eccellenza. Vi ritrovate in questo ruolo?
F: Si, ormai siamo degli intrattenitori abbastanza abili, riusciamo a gestire tutte le situazioni. Io che canto, con il passare degli anni ho imparato a gestire la situazione con il pubblico, ad intrattenere. Agli inizi della mia carriera ero timidissimo, poi col passare del tempo ci si lascia andare e si imparano "i trucchi del mestiere".

LR: Ogni concerto dei Folkabbestia è un entusiasmante divertimento continuo, ricco di allegria.
F: C'è sempre un calore eccezionale. In ogni posto vengono fuori dei bellissimi concerti, la gente è sempre maggiore e sempre più persone conoscono e cantano le nostre canzoni. Per noi che veniamo dal profondo sud arrivare in luoghi dopo aver fatto tanti chilometri in furgone e scoprire che c'è tantissima gente che conosce i nostri pezzi pur non essendo trasmessi più di tanto da radio e televisioni è veramente una grande soddisfazione.

LR: E c'è anche chi affronta tanti chilometri per venirvi ad ascoltare.
F: Si, noi ringraziamo chiaramente tutti quelli che vengono a sentirci facendo tanti chilometri, che giungono a volte nei posti più allucinanti, sulle montagne, in paesi difficili da raggiungere, dove la gente è ugualmente tanta.

LR: Dopo così tante date, tanti concerti, c'è qualcuna che vi è rimasta particolarmente nel cuore ?
F: Rimaste nel cuore sono tante, per me anche tutte. Chiaramente quelle che si ricordano di più sono l'esperienza della 30 ore quando nell'Auditorium di Radio Popolare abbiamo suonato per 30 ore ininterrotte "Stayla Lollo Manna" che è stata un'esperienza unica che non si può ripetere tutti i giorni.

LR: Infatti siete entrati nel Guinnes dei primati.
F: Si, anche per questo rimane nei ricordi più delle altre. Anche il Social Forum di Firenze davanti a una marea di gente è stato uno spettacolo straordinario. Poi i concerti sono tanti, si può andare indietro nel tempo, per esempio anche al "Festival Interceltico" di Lorient, in Bretagna, è stato indimenticabile. Comunque tutti i concerti sono diversi e lasciano sempre qualcosa.

LR: Come nasce "Stayla Lollo Manna" ?
F: "Stayla Lollo Manna" è un gioco, è un divertimento, era la voglia di fare una canzone senza dir niente, però a volte senza dir niente si dicono tante cose o meglio si può dire tutto, era un gioco di parole la voglia di inventarsi una lingua, un suono, così, un divertimento che però è ben riuscito.

LR: Ufficialmente siete nati nel 1996 ?
F: Nel 96 abbiamo registrato la prima nostra audiocassetta autoprodotta con le prime quattro canzoni che spedimmo ad "Arezzo Wave", vincendo il concorso.

LR: Quindi avete un bel po' di esperienza nel campo della musica indipendente italiana ?
F: Noi siamo nati come gruppo indipendente, nel senso che facevamo tutto da noi, dalle cassette al primo cd autoprodotto, management, booking. Poi pian piano ci siamo accorti che bisognava fare un passo avanti e farci produrre, perché è comunque importante il ruolo del manager in questo lavoro. Abbiamo conosciuto una persona speciale, è nato un bel rapporto…

LR: Annibale Bartolozzi.
F: …Si Annibale Bartolozzi, la "Upr folk rock" con la quale lavoriamo da cinque anni e tutto va a gonfie vele.

LR: Com'è cambiato, secondo te, il panorama della musica indipendente italiana in questo periodo ?
F: Qualche anno fa c'era molto fermento, c'erano tantissimi gruppi. Ora vedo una situazione un po' più ferma. Forse le cose migliori di qualche anno fa sono maturate e crescono, ad esempio noi. In qualche maniera la vedo come un momento di riscontro per tutte quelle formazioni che dopo anni e anni di lavoro riescono finalmente a farsi conoscere di più dal pubblico.

LR: Come sta Orazio, il vostro pulmino ?
F: Orazio sta benissimo, questo è Orazio II perché Orazio I purtroppo ci ha lasciatiun po' di tempo fa per raggiunti limiti di chilometraggio, invece Orazio II è vivo evegeto e ci scarrozza in giro per l'Italia.

LR: Ora aspettiamo un dvd live.
F: Si, probabilmente lo faremo...

Livia Mezzapesa




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BAR CONDICIO / aprile 05


...Pèrche non sei venuto? al concerto dei Folkabbestia? Come? Ti sei comprato il cd di un concerto dal vivo dei Folkabbestia? Ma je’ bell? Si vabbè ma a me, medesimo in me stesso, mi piace asssentirlidalvivo. Como?! Dal vivo l’hanno registrato….Pèrche? Pèrchè che? Perchie???
oooh ma ci staddisc?..............

- Comunicazione interrotta per manifesta impossibilità a ballare con il telefonino acceso durante un concerto dei Folkabbestia -

Canzoni a manovella, perché il loro incedere è incalzante, è folkabbestia… E' rock filtrato con melodie mediterranee; il tutto portato in giro per tutt’Italia e in Europa riscuotendo ovunque un grande successo da anni. Ma loro, baresi, tornano e vivono nella loro terra e ci offrono la loro quarta opera che è un insieme delle prime canzoni, che trascinano il pubblico in ogni concerto, e di nuove registrate tutte come meritano: dal vivo.
Perché Lorenzo, Francesco, Nico, Fabio sono espressione felice di cosa significa vivere d’arte e di trasmettere un credo sconfinato, che comunicano a quanti li conoscono: amici, musicisti e chi dopo averli sentiti la prima volta, torna a ogni loro concerto.
Senza terre, nomadi come veri musicisti capaci di suonare ogni week end in tutto il Nord Italia, loro che rappresentano il loro Sud, quello di Enziteto di Fabio o quello di Bari Vecchia.
Qui ha sede la Nud nata dal basso del gruppo Francesco Fiore capace di dare ritmo manageriale non solo ai Folkabbestia ma ad altri gruppi pugliesi, con altre etichette e management, per essere sul mercato.
Il Furgone Orazio con l’asso di bastoni (ù ass di mazz’) è l’espressione dell’essere gruppo e capace di arrivare ovunque senza limiti, con i “Pérche” della vita allegramente sventolati.
…Pèrche si o pèrche no, ooooo non lo so!" Lo sanno bene quello che vogliono ne “alla manifestazione” come ne “la festa di gigin” .
Insomma musica che dà segni di vitalità straordinari, passione e calore così reali, che ad ascoltare il cd sembra averli di fronte… e di avere al tuo fianco tanti amici che ballano.

Guy La Sgrosce



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