RASSEGNA STAMPA: RACCOLTE
BUSCADERO - GENNAIO 1998
ROCKIT - 22 LUGLIO 2000
CDROOTS - DICEMBRE 2002
BUSCADERO / Gennaio 1998
TAVAGNASCO ROCK 97
Fra le tante compilation giunte in redazione si distingue per qualità delle canzoni e bontà d'incisione il CD «Tavagnasco rock 97» che comprende 16 gruppi che hanno partecipalo al festival piemontese ed altrettante canzoni. Pur non trattandosi di una raccolta omogenea, e pur non seguendo una logica artistica ben precisa alcuni autori ed alcuni brani meritano di essere segnalati: notevole ad esempio il bruno di apertura «Parking aqui», di Francesco Bruno, un pezzo strumentale vicino a certe sonorità fusion eseguito con gusto e senso estetico. Segue la rockeggiante «Stella del baretto» dei Costa, in verità non particolarmente originale, per poi passare ad uno dei pezzi più riusciti del disco, «L'Orario pazzo» di Folkabbestia, una specie di polka, che assomiglia ad alcune canzoni dell'ultimo Capossela. Dr Faust and the Coffee House Brothers, del quale abbiamo già parlato, ritorna con il bluesaccio «bisogno di blues», mentre i Stilisti propongono «Voglio vivere», un pezzo ska vibrante ed allegro. Di grande impatto è anche la canzone successiva «La festa è finita», proposla dei Dr. Livingstone, suppongo, una ballala dalla melodia lenta e sinuosa ben supportato dalla voce solista Anna Basso.
Da segnalare infine «Cavalieri insonni» dei Malsuerte, brano delle sonorità folkeggianti, che ricordano vagamente atmosfere orientali, e i Blues Tower che chiudono il disco gettandosi nella reinterpretazione di «Little Wing» di Hendrix, tutto sommato con risultati più che decorosi. Un disco pieno di piacevoli sorprese.
Redazione Buscadero
Fra le tante compilation giunte in redazione si distingue per qualità delle canzoni e bontà d'incisione il CD «Tavagnasco rock 97» che comprende 16 gruppi che hanno partecipalo al festival piemontese ed altrettante canzoni. Pur non trattandosi di una raccolta omogenea, e pur non seguendo una logica artistica ben precisa alcuni autori ed alcuni brani meritano di essere segnalati: notevole ad esempio il bruno di apertura «Parking aqui», di Francesco Bruno, un pezzo strumentale vicino a certe sonorità fusion eseguito con gusto e senso estetico. Segue la rockeggiante «Stella del baretto» dei Costa, in verità non particolarmente originale, per poi passare ad uno dei pezzi più riusciti del disco, «L'Orario pazzo» di Folkabbestia, una specie di polka, che assomiglia ad alcune canzoni dell'ultimo Capossela. Dr Faust and the Coffee House Brothers, del quale abbiamo già parlato, ritorna con il bluesaccio «bisogno di blues», mentre i Stilisti propongono «Voglio vivere», un pezzo ska vibrante ed allegro. Di grande impatto è anche la canzone successiva «La festa è finita», proposla dei Dr. Livingstone, suppongo, una ballala dalla melodia lenta e sinuosa ben supportato dalla voce solista Anna Basso.
Da segnalare infine «Cavalieri insonni» dei Malsuerte, brano delle sonorità folkeggianti, che ricordano vagamente atmosfere orientali, e i Blues Tower che chiudono il disco gettandosi nella reinterpretazione di «Little Wing» di Hendrix, tutto sommato con risultati più che decorosi. Un disco pieno di piacevoli sorprese.
Redazione Buscadero
rockit / 22 luglio 2000
AAVV "Fuori dal mucchio vol.2 - Folk combat"
Sono nove le bands riunite in questo cd che racconta la scena combat-folk italiana, cioè la scena costituita da quei gruppi che uniscono la musica folk all'attenzione per i testi socialmente impegnati (combat). La compilation è prodotta dal settimanale Mucchio Selvaggio e riesce a fotografare bene il panorama, beccando sia i gruppi minori che quelli principali: primi fra tutti i Modena City Ramblers, che col loro primo demo ("combat-folk") coniarono il termine che descrive il genere stesso, e che per questa occasione hanno messo a disposizione il brano live "La banda del sogno interrotto", pezzo che sicuramente avrete sentito ai concerti dei Modena, con un testo contro la mafia e in sostegno a tutti i veri siciliani.
Tra i gruppi presenti nel cd sono confermate le qualità e le capacità di Tupamaros e Folkabbestia!, gruppi che già apprezzavo e conoscevo, mentre scopro con piacere i pugliesi Pseudofonia che azzeccano due bei brani su due: Fermento e la trascinante Galleggiare; spero di ricevere presto del materiale per parlarvene ancora. I torinesi Mirafiori Kidz (il nome è tutto un programma!), invece, sono un gruppo non proprio folk, ma piuttosto rock e presentano due brani, il primo con Lalli corre via liscio, mentre il secondo ("Globalizzazione") mi delude un po' perchè risulta troppo estremo nei testi, così che le parole male si sposano con la musica. Ed è un peccato perchè sui Mirafiori Kidz avevo creato delle aspettative: li invito ad alleggerire i testi semplificandoli in modo che sia possibile affezionarsi ad essi (oh, non e' necessario banalizzarli!! ma solo sfoltire i testi dai termini quasi-tecnici) e attendo anche qui un lavoro completo per esprimere un giudizio più preciso.
Per gli altri gruppi, vale una sola considerazione: tutti musicalmente ricchi e validi, ma tutto sommato poco incisivi e risultano, a mio avviso, di riempimento.
Pons
Sono nove le bands riunite in questo cd che racconta la scena combat-folk italiana, cioè la scena costituita da quei gruppi che uniscono la musica folk all'attenzione per i testi socialmente impegnati (combat). La compilation è prodotta dal settimanale Mucchio Selvaggio e riesce a fotografare bene il panorama, beccando sia i gruppi minori che quelli principali: primi fra tutti i Modena City Ramblers, che col loro primo demo ("combat-folk") coniarono il termine che descrive il genere stesso, e che per questa occasione hanno messo a disposizione il brano live "La banda del sogno interrotto", pezzo che sicuramente avrete sentito ai concerti dei Modena, con un testo contro la mafia e in sostegno a tutti i veri siciliani.
Tra i gruppi presenti nel cd sono confermate le qualità e le capacità di Tupamaros e Folkabbestia!, gruppi che già apprezzavo e conoscevo, mentre scopro con piacere i pugliesi Pseudofonia che azzeccano due bei brani su due: Fermento e la trascinante Galleggiare; spero di ricevere presto del materiale per parlarvene ancora. I torinesi Mirafiori Kidz (il nome è tutto un programma!), invece, sono un gruppo non proprio folk, ma piuttosto rock e presentano due brani, il primo con Lalli corre via liscio, mentre il secondo ("Globalizzazione") mi delude un po' perchè risulta troppo estremo nei testi, così che le parole male si sposano con la musica. Ed è un peccato perchè sui Mirafiori Kidz avevo creato delle aspettative: li invito ad alleggerire i testi semplificandoli in modo che sia possibile affezionarsi ad essi (oh, non e' necessario banalizzarli!! ma solo sfoltire i testi dai termini quasi-tecnici) e attendo anche qui un lavoro completo per esprimere un giudizio più preciso.
Per gli altri gruppi, vale una sola considerazione: tutti musicalmente ricchi e validi, ma tutto sommato poco incisivi e risultano, a mio avviso, di riempimento.
Pons
CdRoots / Dicembre 2002
Folkabbestia Il senso della Vita (The meaning of life)
In the grand tradition of folk rock and acoustic madness that has swept Italy in the last decade, Folkabbestia certainly are destined to lead rather than follow. This six-piece ensemble rocks, roars, and rollicks their way through a traditional repetoire with little sense of decency or decorum, and the better they are for it! You'll hear tarantella, ska, jazz, rock and hybrids yet invented. It all makes a strange sense when you listen.
CdRoots
In the grand tradition of folk rock and acoustic madness that has swept Italy in the last decade, Folkabbestia certainly are destined to lead rather than follow. This six-piece ensemble rocks, roars, and rollicks their way through a traditional repetoire with little sense of decency or decorum, and the better they are for it! You'll hear tarantella, ska, jazz, rock and hybrids yet invented. It all makes a strange sense when you listen.
CdRoots




