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RASSEGNA STAMPA: IL SEGRETO DELLA FELICITA'


LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - 5 MAGGIO 2008
IL BARI - 27 MAGGIO 2008
DEBASER - 20 GIUGNO 2008
FUORI DAL MUCCHIO - LUGLIO/AGOSTO 2008


la gazzetta del mezzogiorno / 5 maggio 2008

FOLKABBESTIA svela il segreto della felicità

Il segreto della felicità per i Folkabbestia «non sta nell’amaro benedettino» (per citare una canzone di Rino Gaetano), ma nei 56 minuti che servono per
ascoltare i quindici inediti del loro ultimo album. La band barese, con Lorenzo Mannarini (voce e chitarra), Francesco Fiore (basso), Nicola De Liso (batteria) e Fabio Losito (violino), Simone Martorana (chitarra) e Piero Santoro (fisarmonica), è tornata con un disco di nuove canzoni condite con ironia, energia e calore del sole della Puglia. Alla pubblicazione del 30 maggio de Il segreto della felicità, seguirà un tour di concerti nelle piazze italiane (nei live si aggiunge anche Giorgio Distante alla tromba) e di showcase nelle principali sedi della Feltrinelli che, per quel che riguarda Bari sarà ospitato mercoledì 11 alle 18. Tra ironia, sorrisi e mutazioni stilistiche, a parlarci del disco è Lorenzo Mannarini.
«Il segreto della felicità - dice - è il frutto del lavoro degli ultimi anni. Alcuni brani erano già in cantiere prima dell’uscita di Pèrche - 44 date in fila per tre col resto di due, altri sono venuti strada facendo e gli ultimi sono nati poco prima delle registrazioni. Abbiamo voluto prendere tempo (citando una canzone dell’album) e lasciare che i frutti maturassero bene».
La virata verso la canzone d’autore avviata con il precedente album, è presente in questo lavoro?
«C'è stato un avvicinamento al modo di scrivere di alcuni grandi maestri: non è stato un processo ricercato quanto una naturale evoluzione. In questo album non ci sono solo energia, divertimento e ironia, ma più accuratezza nella scrittura e negli arrangiamenti, temi più profondi e ricercati» .
Musicalmente invece?
«La tarantella è il nostro blues potrebbe essere il motto di questo album. L’Italia ha relegato la propria tradizione musicale al ruolo di folklore. Il nostro obiettivo è rendere viva la musica popolare, trasformarla, mischiarla ad altri generi musicali (irlandese, balcanica, punk, rock, d’autore europea e nordamericana) e farla entrare di diritto nella nostra vita».
Nei vostri testi, spesso ironici, affrontate temi forti. Cosa c'è nel nuovo disco?
«L'album è un viaggio nello spazio e nel tempo. In Uruguay parliamo dei meridionali che partivano per cercar fortuna nelle Americhe, in Il brigante innamorato, Quello che siamo e La storia della druda di quelli che hanno combattuto per la propria terra contro i padroni e contro gli invasori piemontesi, in La tarantella novella e Risveglio dall’incanto di quelli che con la musica curano i veleni della vita. Il sogno di Mhedy punta l’obiettivo su chi oggi emigra e spesso non trova fortuna, ma diffidenza, emarginazione, un centro di permanenza o addirittura la morte. In Treno per casa, scritta da Luca
Basso
dei Fabularasa, parliamo di un meridionale studente fuori sede che torna al suo piccolo paese, ma che non riesce ancora a diventare “grande”. La civetta è un omaggio alle tarantelle dei Cantori di Carpino, una dichiarazione d’amore sotto la luna. Di fatto Il segreto della felicità racconta
i nostri dieci anni di storia musicale».
Nel precedente album figuravano ospiti come Battiato, Caparezza e Erriquez della Bandabardò. In questo?
«In questo album ci siamo avvalsi del contributo di musicisti pugliesi, Massimo La Zazzera, Davide Torrente, Pino Basile, Giorgio Distante e Antongiulio Galeandro, membro fondatore del gruppo, che torna per suonare
la fisarmonica in Rovo da more e Il brigante innamorato. E poi c'è il toscano Finaz della Bandabardò» .



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il bari / 27 maggio 2008

Il segreto della felicità per i Folkabbestia: «Riscoprire la tarantella: il blues del Sud»

Dal Brigantaggio agli immigrati sino al potere della poesia: ecco di cosa parlano i brani. Il sesto album della band barese sarà in vendita da venerdì 30 maggio



Solo tre giorni, e poi il segreto della felicità sarà svelato. A sciogliere l'atavico
arcano ci penseranno i Folkabbestia, band barese di successo, in costante bilico tra musica popolare e sound irlandese. Venerdì 30 maggio il loro nuovo cd sarà in tutte i negozi di musica. O quasi, come accennano ironici dal vivacissimo sito internet. Così, con cinque album all'attivo e centinaia di fans pronti a scatenarsi durante i loro concerti tra ritmi della tradizione italiana, variazioni punk, folk e persino ska, i musicisti presentano l'ultima creatura targara Folkabbestia. Un album «maturo» come lo definisce orgoglioso Lollo Manna, il cantante. È lui, a nome della band, ad anticipare qualcosa su il segreto della felicità.

Un titolo ambizioso, che lascia presagire grandi rivelazioni. Davvero il cd suggerirà la chiave per essere felici?
In un certo senso si. Nell'album non sveleremo il solo segreto della felicità ma addirittura quindici segreti! Ognuno è rappresentato da uno dei brani
incisi, tutti all'insegna della positività e dell'ottimismo.
Quali sono i temi trattati, di cosa parlano i nuovi brani􀃇
C'è di tutto: l'album è una specie di viaggio nella realtà, di percorso tra le sue mille sfaccettature. Cantiamo di immigrati che cercano fortuna qui in Italia, ma anche del tempo in cui ad emigrare eravamo noi, italiani e pugliesi. Poi ci sono canzoni che hanno a che fare con l'amore, non solo in
senso sentimentale, ma allargato. L'amore è il sentimento motore del mondo, non solo quello per una persona. È molto, molto di più. Ecco, ha a che fare con la felicità. E poi parliamo dei nostri tempi troppo frenetici nel brano «Prendo tempo»: un invito a sfuggire alla trappola della fretta e a dare più attenzione alle cose veramente importanti. E poi c'è «Potere alla poesia», una canzone profetica, che parla del desiderio di un mondo che riesca a non occuparsi solo di Pil e produttività, ma anche a stupirsi della bellezza di un
fiore.
Un brano "profetico", ma in che senso?
Il nostro violinista, Fabio Losito, “portatore sano di poesia”, è diventato assessore provinciale alla cultura. E la canzone parla proprio di questo, della
rivoluzione positiva di un potere meno “grigio”.
L'Assessore sarà sul palco con voi per i prossimi concerti?
No, purtroppo è troppo assorbito dai suoi impegni politici. Ha lavorato con noi al disco ed è parte integrante del gruppo, ma per i live il suo violino sarà
sostituito dalla tromba di Giorgio Distante. Naturalmente, quando avrà esaurito il suo mandato, lo riaccoglieremo sul palco come il figliol prodigo.
Quanto al sound de "Il segreto della felicità" cosa puoi anticipare?
Come si può sentire in radio, visto che il singolo è già in programmazione e anche on line, c'è di tutto: storia della tradizione musicale del meridione,
tanta tarantella, che è diventata per noi una sorta di musico-terapia. E poi naturalmente uno sfondo irlandese e balcanico, come sempre.
Insomma i Folkabbestia sono ancora quelli di "U Frikkettone" e di "Breve saggio filosofico sul senso della vita"?
Certo, siamo sempre noi, per quanto tutto cambi: non è possibile immergersi due volte nello stesso fiume. Tutto scorre. E anche noi cerchiamo di non ripeterci. Per un artista è il rischio più grande. Questo è un album più maturo: chi si aspetta solo la caciara, resterà sorpreso.
Che cos'altro ci sarà?
Prima di tutto un messaggio fondamentale: l'invito alla ricerca dell nostre origini musicali. Si parte dalla tarantella, che sinora è stata relegata ad un ruolo folkloristico, ma che invece è il nostro blues: la fonte di tutta la nostra musica. Perciò il messaggio è “riscoprire”, non fare studi, commemorazioni o archeologia musicale.
Nell'album ci sarà spazio anche per la storia?
Si, per le vicende del nostro amato Sud. Dal brigantaggio ad oggi. Del resto, pare che i problemi da allora non siano cambiati poi così tanto.
Album nuovo, sito nuovo: è così?
Esatto, presto il nostrospazio sul web sarà rinnovato sia nella grafica, sia nei contenuti. Ci sarà un bazar dove scaricare video e audio, e una bancarella su cui acquistare i gadgets della band. E poi, naturalmente, degli assaggi del
disco.
E per poterlo ascoltarlo tutto, dal vivo?
La prima data utile sarà la presentazione alla Feltrinelli di Bari. L'11 giugno suoneremo tutti i brani, come nelle altre librerie del gruppo in Italia. Le date saranno pubblicate man mano sul sito.
Acquisti online, brani da scaricare. Ma i folkabbestia come vedono il futuro della musica nell'era digitale?
Positivo. Internet è un enorme veicolo di cultura. È vero, permette di aggirare il diritto d'autore, ma io credo si tratti solo di un problema tecnico, che col tempo sarà risolto. E poi la gente avrà sempre voglia di ascoltare musica dal vivo. Ecco, spariranno anche i cd, ma la voglia di andare a vedere un concerto non morirà mai.

Manuela Mele



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Debaser / 20 giugno 2008

Folkabbestia: Il segreto della felicità.
I Folkabbestia tornano a farci ballare con quindici nuove canzoni. Dopo un live e una raccolta di cover , esce il loro atteso "Il segreto della felicità", quarto album di brani inediti. I pugliesi propongono un folk veloce e divertente, ispirato soprattutto dalla tradizionale tarantella pugliese, ma anche da musiche balcaniche e cantautori italiani (Battiato, De Gregori).

Il disco si apre con l'autobiografica traccia-titolo "Il segreto della felicità", uscita come singolo poco prima del disco. E' un brano musicalmente diretto e semplice, con un simpatico motivetto di fisarmonica e un testo che sintetizza la loro storia di musicisti. La classica tarantella "Risveglio dall'incanto" è l'antidoto al morso della tarantola, con annesse istruzioni per l'uso ("Svegliati che il tempo stringe! Prendi il ritmo della danza: per guarire dal veleno balla come la taranta"). "Potere alla poesia" e "La civetta" si contendono il titolo di canzone più bella del disco: entrambe hanno una melodia molto bella. "Prendo tempo" ironizza, in maniera efficace, sulla frenesia con cui affrontiamo la quotidianità, trascurando i valori più importanti. I lenti "Il brigante innamorato" e "Il sogno di Mhedy" ci concedono due pause tra un ballo e l'altro, mentre brani come "Cartomanzia" e "La danza che muove il mondo" faranno la gioia di chi avrà la fortuna di vederli in concerto quest'estate (perché non venite a Macerata, agognati Folkabbestia??).

Già, i concerti: quando i sei baresi salgono sul palco e parte la festa, tutto intorno a loro diventa più colorito, l'aria è frizzante e la piazza si scatena, irrimediabilmente, in balli e salti. Con l'ausilio, magari, di "un boccale da scolare come fosse il santo graal".

E' una musica che sa di sere d'estate, che libera la mente da qualsivoglia preoccupazione, che trasmette una spensierata serenità. I Folkabbestia ci inviano un messaggio semplice quanto profondo: guarda le cose belle della vita, mettici un po' di fantasia e non dimenticare l'ironia. Ecco svelato il segreto della felicità.

tiroHmpare



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Fuori dal Mucchio / Luglio 2008

Folkabbestia - "Il segreto della felicità"
EDEL / UPR

I Folkabbestia, al pari di artisti come la Bandabardò, si sono trasformati, nel tempo, da emergenti a punto di riferimento per la scena musicale italiana. Una sorta di istituzionalizzazione forzata la loro, ottenuta a suon di concerti in giro per lo stivale e grazie ad una proposta musicale qualitativamente ineccepibile. Il passaggio al nuovo status veniva implicitamente celebrato un paio di anni fa con quel “25-60-38. Breve saggio sulla canzone italiana” che “coverizzava” alla maniera della band barese quattordici brani provenienti della tradizione italiana, uno scarto reso ora definitivo dalla la pubblicazione del nuovo “Il segreto della felicità”.

La formula, per i quindici inediti del disco, è a grandi linee la stessa di sempre, ovvero folk battagliero e in levare innamorato della tarantella (“Risveglio dell'incanto”), sporcato di reminiscenze irlandesi (“Il segreto della felicità”), figlio delle ballate popolari (“Il brigante innamorato”), parente stretto dello ska (“Rovo da more”), su testi che spingono alla riflessione. Nello specifico su problemi come l'immigrazione (“Il sogno di Mhedy”) o magari sulla felicità nascosta nelle piccole cose (ancora la title track), sul destino (“Cartomanzia”) o sui sogni di libertà (“Poesia al potere”). Il tutto viene affrontato con la solita attitudine fricchettona e libertina ormai diventata un tratto distintivo della formazione, gioiosa ed efficace - neanche a dirlo - soprattutto in dimensione live ma capace di regalare buoni momenti anche su disco (www.myspace.com/folkabbestia)..

Fabrizio Zampighi



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